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L'art. 429, terzo comma, c.p.c. , nella legislazione e nella giurisprudenza più recenti

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11 normalmente caratterizzate dalla disuguaglianza economica e sociale delle parti”. Una disuguaglianza che si rilette sullo svolgimento del processo, nel senso che la parte economicamente e socialmente più debole (il lavoratore) subisce dalla lunghezza del processo danni gravissimi, e comunque maggiori della parte economicamente e socialmente più forte (che normalmente è il datore di lavoro) che, invece, di regola è avvantaggiata dalla durata del processo 5 . Vi era, infatti, la consapevolezza che la dilatazione dei tempi giudiziali giovava in maniera duplice per il datore, in quanto, da un lato, in un processo lungo era più probabile che il lavoratore fosse indotto a transazioni inique; dall’altro, in una situazione di inflazione costante, il datore eventualmente condannato poteva pagare in moneta svalutata la somma spettante al lavoratore. Sotto quest’ultimo profilo, l’esigenza di tutelare il lavoratore dinanzi al fenomeno della lungaggine processuale è alla base dell’introduzione nel sistema del 3° comma dell’ art. 429, il quale espressamente 5 PROTO PISANI, voce Lavoro (controversie individuali in materia di),in Novissimo Dig. It,App.,1983, 675.Sull’intento essenzialmente sostanzialistico del legislatore del 1973,intenzionato ad attuare una riforma che potesse recepire la peculiarità degli interessi e delle posizioni proprie delle parti sostanziali cfr. SANDULLI, La legge sul nuovo processo del lavoro(profili di diritto sostanziale),in Dir.Soc, 1974,319.

Anteprima della Tesi di Eugenio Pagano

Anteprima della tesi: L'art. 429, terzo comma, c.p.c. , nella legislazione e nella giurisprudenza più recenti, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eugenio Pagano Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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