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Il cinema parla dall'inconscio. Meccanismi di identificazione e di proiezione in due casi clinici esemplificativi di Disturbo Borderline di Personalità

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- 14 - fantasma endopsichico. L'immagine interna non viene solo descritta mediante le parole, ma direttamente rappresentata. Questa immagine diviene il luogo primario in cui sperimentare emozioni; infatti quando la soglia della coscienza si abbassa e il linguaggio perde la centralità tipica dell'esperienza adulta, l'immagine torna ad essere preponderante nella psiche. Il sogno e la fantasticheria ne sono due esempi. E' come se dentro la mente scorresse la pellicola di un film che non ha interruzioni e che accompagna ogni istante della visione. Anche Jung ha riconosciuto nella immagine il perno su cui ruota la vita psichica; è all'immagine e alla sua capacità rappresentativa che si deve la possibilità di trasformare le emozioni. A questo proposito, Jung ha messo a punto il metodo dell'immaginazione attiva: il paziente viene invitato a dialogare con le proprie raffigurazioni interiori, rappresentando questo dialogo nello spazio del disegno, della scrittura o anche della danza, uno spazio dove l'emozione possa essere contenuta e trasformata. L'immagine rende possibile un ponte tra coscienza e inconscio, poiché rappresenta un'espressione concentrata della situazione psichica totale (Jung, 1921). Evoca insieme una presenza ed una assenza, è dunque portatrice del conflitto e della sua soluzione, racchiudendo la potenzialità trasformativa della psiche. L'immagine è una presenza dell'inconscio con cui la coscienza può confrontarsi: essa si presenta al posto di un desiderio ancora rimosso o di un'angoscia non rappresentabile. L'arte crea uno spazio in cui la fantasia inconscia diviene condivisibile. Prendendo il posto occupato nell'infanzia dal gioco, l'arte condivide con esso la possibilità di mettere in contatto l'individuo con il suo mondo interno, dandogli la forma di rappresentazione. Se il sogno e la fantasticheria consentono di elaborare la fantasia inconscia, sospendendo tuttavia l'esame della realtà, il gioco e l'arte permettono di darle spazio senza abolire del tutto la realtà e dunque aprendo il dialogo anche al mondo esterno. Le immagini presenti nei film hanno spesso un carattere perturbante, in quanto richiamano l'Ombra e generano paura, orrore, angoscia e sgomento.

Anteprima della Tesi di Elisabetta Girotti

Anteprima della tesi: Il cinema parla dall'inconscio. Meccanismi di identificazione e di proiezione in due casi clinici esemplificativi di Disturbo Borderline di Personalità, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Elisabetta Girotti Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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