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Analisi della segmentazione delle immagini digitali telerilevate applicata alla classificazione CORINE: proposte di procedure di ottimizzazione

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6 erbacee, la condizione fitosanitaria e il grado di copertura del terreno, l’umidità superficiale del suolo, la trasparenza atmosferica e la posizione del Sole. Gli intervalli spettrali, escluso il dominio delle microonde, che caratterizzano i sensori dei satelliti sono così definibili per il loro uso: 9 0.50 – 0.75 µm (pancromatico): con il limitato contenuto spettrale, dà un importante contributo geometrico allo studio delle immagini avendo questo canale risoluzione geometrica almeno quattro volte migliore rispetto agli equivalenti canali multispettrali. 9 0.38 – 0.52 µm (blu): utilizzata per lo studio della trasparenza dell’acqua a motivo della sua penetrazione nei corpi idrici. 9 0.52 – 0.60 µm (verde): scelta per misurare il picco di riflessione della vegetazione alla lunghezza d’onda corrispondente al verde, per la determinazione dello stato di vigore della vegetazione stessa. 9 0.63 – 0.75 µm (rosso): banda fondamentale per la diversificazione tra le classi di vegetazione, per effetto dei diversi dei diversi valori di assorbimento della clorofilla tra le specie e la sensibilità al contenuto di tannini. Sono messi in evidenza i limiti tra le zone vegetate e i suoli nudi. Il disturbo dell’atmosfera è più basso che nel resto del visibile. 9 0.76 – 0.90 (infrarosso vicino o fotografico): utilizzata per gli studi sulla biomassa e sulla quantità d’acqua della vegetazione; in questa regione si registrano i valori massimi di riflessione della vegetazione. Particolarmente adatta per la delimitazione delle masse d’acqua e del reticolo idrografico. 9 1.55 – 1.75 µm (infrarosso medio): la riflessione della massa fogliare a queste lunghezze d’onda è fortemente dipendente dal suo contenuto di umidità; la banda è quindi utile per rilevare lo stress idrico della vegetazione legato alla turgidità fogliare. Utile anche alla discriminazione di suoli con diverso contenuto di umidità, alle condizioni di drenaggio e al contenuto di sostanza organica. Risulta inoltre utile per la distinzione tra nuvole, che assorbono e appaiono scure, e il manto nevoso, che riflette e appare chiaro. 9 2.08 – 2.35 µm (infrarosso medio): scelta per la sua potenzialità nella differenziazione dei litotipi, in particolare in zone dove le rocce sono soggette ad alterazioni idrotermali. 9 3.55 – 3.93 µm (infrarosso medio/termico): per studi del vapore d’acqua nel termico, questo intervallo è ancora molto influenzato dalla riflessione. 9 10.4 – 12.5 µm (infrarosso lontano o termico): utilizzata per il calcolo dell’evapotraspirazione delle aree vegetate. Idonea allo studio di stress legati ad un aumento della temperatura della massa fogliare.
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Informazioni tesi

  Autore: Elena Dalla Valle
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze Forestali ed Ambientali
  Relatore: Antonio Vettore
  Lingua: Italiano

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