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Nati, matrimoni e morti a Salerno dal 1830 all' Unità

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15 verso i propri collaboratori rende impossibile negli ultimi anni il formarsi di una nuova classe dirigente borbonica. Si hanno, infatti, non più ministri ma solo “direttori” alla testa dei principali dicasteri. Non ci sono più per decenni una promozione o ricambio di personale nelle alte gerarchie dello stato, per cui “quando l’ultimo re di Napoli, Francesco II, tenterà disperatamente di circondarsi di ministri capaci e fedeli, dovrà fare appello a uomini, più che vecchi, decrepiti e tutti formatisi nel periodo murattiano se non addirittura negli anni precedenti: basterà pensare alla vecchiezza di un Filangieri o di un Cassaro, dei due fratelli Garofolo o del Carrascosa, del Winspeare o del Ritucci, per valutare tutta l’ampiezza della crisi ed aver la netta impressione del vuoto pauroso che circondava la monarchia” 41 . Fino alla morte, avvenuta il 22 maggio 1859, Ferdinando II rende noto a tutti il suo desiderio e la sua volontà che il regno rimanga estraneo agli avvenimenti internazionali, astenendosi da qualsiasi partecipazione, anche la più indiretta, nel tentativo di isolare Napoli dal resto della penisola, anche a costo di rallentare il progresso civile e di accentuare gli squilibri socio-economici 42 . Il suo successore, Francesco II, una volta sul trono, non riesce a cogliere nessuna delle occasioni che pur gli si presentano per la salvezza della dinastia. Non sa sfruttare la rivalità anglo-francese, ha una paura “ereditaria” dell’Inghilterra, confida nella Russia zarista e rinsalda i vincoli con l’Austria 43 . L’ambiente familiare che lo circonda, ad eccezione di Maria Sofia, è assai infido; anche gli uomini della vecchia generazione, confinati per tanti anni in un ruolo passivo, non sanno nel momento del pericolo trovare in loro stessi nessuno stimolo o slancio per fronteggiare la situazione e così Francesco II si lascia dominare e trascinare dagli avvenimenti 44 . Allo scoppio della guerra del 1859-60, il sovrano non comprende, nonostante i consigli dello zio conte di Siracusa, che in quei mesi si giocano definitivamente i destini del regno e respinge, senza neanche lasciarsi uno spiraglio per l’avvenire, la mano tesa del Piemonte (missione Salmour). 41 R. Moscati, Il Mezzogiorno d’Italia nel Risorgimento e altri saggi, Messina 1953, pp. 95-96. 42 L. Rossi, La repressione borbonica…, cit., p.98. 43 R. Moscati, La fine del Regno di Napoli: documenti borbonici del 1859-60, Firenze 1960, pp. 35-36. 44 Ivi, pp. 46-47.

Anteprima della Tesi di Giovanna De Feo

Anteprima della tesi: Nati, matrimoni e morti a Salerno dal 1830 all' Unità, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanna De Feo Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

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