Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Nati, matrimoni e morti a Salerno dal 1830 all' Unità

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

10 Il Regno delle Due Sicilie dalla Restaurazione all’Unità d’Italia Il Regno delle Due Sicilie nasce nel dicembre del 1816 dalla fusione del Regno di Napoli con quello di Sicilia. Per dare un segnale di svolta e di cambiamento rispetto al passato, il re di Napoli Ferdinando IV, tornato sul trono dopo la cattura e la fucilazione di Gioacchino Murat (13 ottobre 1815) a Pizzo Calabro, prende il nome di Ferdinando I. Costui si avvale della collaborazione di un ministro moderato come Luigi dei Medici, il quale svolge la sua azione di governo in continuità con le riforme introdotte nel Decennio francese; soprattutto, viene confermata l’organizzazione amministrativa del Regno, suddiviso in province, ognuna delle quali aveva un centro capoluogo, dove i consigli provinciali, nominati sulla base del criterio censitario, esprimono una debole capacità di autogoverno, fortemente limitata dagli intendenti, rappresentanti periferici del governo centrale. Anche i Comuni vengono dotati di un sindaco e di una sorta di consiglio comunale (il decurionato), i cui membri sono scelti fra una ristretta élite di proprietari terrieri e di professionisti 25 . Tuttavia, dopo la Restaurazione, la corte borbonica resta la sede privilegiata dell’élite tradizionale che tenta di resistere ai cambiamenti intercorsi nel Decennio, dove centrale è la figura di Girolamo Ruffo, segretario di casa reale, al quale viene affidata nel 1821 la competenza amministrativa e finanziaria sull’intero apparato gentilizio e burocratico della corte stessa 26 . Nel rapporto inviato nel settembre del 1817 al Metternich, Tito Manzi, consigliere e segretario del Consiglio di Stato, scrive che a Napoli sono in vigore, rispetto al periodo napoleonico, gli stessi ordinamenti istituzionali tranne la riscossione delle imposte e l’intera organizzazione del sistema fiscale, che avevano subito dei cambiamenti. Manzi riconosce al ministro Luigi dei Medici il merito di questa continuità perché si era conservata la struttura istituzionale del Decennio e quindi le basi di una stabilità socio-politica. Per ottenere questo fu necessario mantenere in carica il personale burocratico, per cui nel 1815 una circolare invitava tutte le autorità, i funzionari e gli impiegati a 25 P. Bevilacqua, Breve storia dell’Italia meridionale, Roma 1997, p. 7. 26 G. Aliberti, Burocrazie governanti ed élites locali.Lo stato postfeudale nel Mezzogiorno prima e dopo l’Unità , Roma 1999, pp. 66-67.

Anteprima della Tesi di Giovanna De Feo

Anteprima della tesi: Nati, matrimoni e morti a Salerno dal 1830 all' Unità, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanna De Feo Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1891 click dal 18/03/2005.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.