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I processi per debito nella Roma del 1600

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8 Roma nel 1600 è una città viva economicamente, non possiede grandi industrie ma in compenso è ricca di artigiani e mercanti, maestri e mastri, giudici e notai. Questi si sorreggono su un rapporto fatto di economia e bisogno, l’artigiano lavora e se investe del denaro ha bisogno del notaio per registrare un contratto, viceversa senza un movimento economico non avrebbero lavoro giudici e notai, il loro compito è quello di applicare e far funzionare la legge. L’artigiano che vuole per il figlio una posizione sociale meno sofferta della sua ricorre al maestro per impartirgli lezioni sia di grammatica sia di mestiere. Sarà un ‘rentiér’, un futuro gentiluomo che vive di rendita e che rifugge ogni attività che implica lavori manuali. Le fonti utilizzate per questa indagine sul credito sono diverse, ci siamo orientati tra gli studi effettuati da Ago, Delumeau, Braudel, Sella, e un prezioso aiuto ci è pervenuto dai documenti ritrovati presso l’Archivio di Stato di Roma interrogando l’inventario del Tribunale Criminale del Governatore. I processi sono ricchi di elementi che mettono in luce i modi attraverso i quali la gente contrae un credito o in che modo si ritrova nella condizione di debitore.

Anteprima della Tesi di Vita Locantore

Anteprima della tesi: I processi per debito nella Roma del 1600, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vita Locantore Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

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