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Due traduzioni ceche del Poema Gory di Marina Cvetaeva

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III INTRODUZIONE Questo lavoro intende esaminare le due traduzioni esistenti in ceco del Poema Gory della poetessa russa Marina Ivanovna Cvetaeva, realizzate rispettivamente da Jana Štroblová e Hana Vrbová, allo scopo di mostrare le tecniche utilizzate per conservare gran parte delle peculiarità dell’originale nella lingua di arrivo e di evidenziare le differenze d’interpretazione tra le due versioni. Il processo di traduzione di un testo poetico presenta infatti notevoli difficoltà, dovute in primo luogo alla polisemia e alla voluta ambiguità di alcuni termini e di interi enunciati che spesso non possono essere mantenuti come tali, ma richiedono un’interpretazione da parte del traduttore. In secondo luogo, per ottenere un testo il più possibile equivalente per qualità artistica all’originale, una traduzione poetica deve necessariamente trasmettere nella lingua di arrivo tutte quelle particolarità foniche e metriche che spesso non sono fini a sé stesse, bensì anch’esse portatrici di significato. Questo è particolarmente vero per una poetessa come la Cvetaeva, che ama giocare con i termini in rima e accostare vocaboli fonicamente simili per instaurare particolari rapporti semantici. La comune origine slava delle lingue russa e ceca spesso facilita il mantenimento di alcuni di questi procedimenti che in altre lingue andrebbero persi, primo fra tutti la fondamentale associazione tra i termini «гора» е «горе». Tuttavia, questo non è sempre vero e in alcuni casi le differenze comunque notevoli tra le due lingue relativamente ad aspetti fonetici, morfologici e sintattici rende impossibile riprodurre nella lingua di arrivo fenomeni significativi presenti nell’originale.

Anteprima della Tesi di Maria Cristina Motta

Anteprima della tesi: Due traduzioni ceche del Poema Gory di Marina Cvetaeva, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Cristina Motta Contatta »

Composta da 258 pagine.

 

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