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Il paesaggio agrario e le politiche paesaggistiche della regione Umbria

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13 1.6 La tutela dei paesaggi agrari Si parla, sempre più frequentemente, di paesaggi da “restaurare”, “proteggere”, “conservare”, ecc., sostenendo richieste di interventi normativi per la loro “tutela”, “gestione”, “pianificazione” ecc.. Da qualche tempo si è cercato di sviluppare questo tema trattandolo a vari livelli europei, ove sono stati espressi anche indirizzi per una comune “politica del paesaggio”. Nel momento in cui si parla di conservazione e di manutenzione dei paesaggi per difenderli da cambiamenti si considera l’agricoltura necessariamente solo come un’attività di servizio, e non una attività produttiva e da reddito. La gestione del paesaggio, che evidentemente deve essere continuativa, si sovrappone e in qualche caso potrebbe sostituirsi, direttamente o indirettamente, all’attività degli agricoltori. Si può immaginare opportune soluzioni mediate, in accordo con gli imprenditori agricoli, per la tutela di un limitato paesaggio di alto valore storico. E’ il caso di paesaggi particolari, che prospettano l’opportunità di tramandarne il ricordo. Valga l’esempio significativo di alcune aree olivicole ove alberi secolari hanno raggiunto una mole eccezionale e caratteri estetici che inducono a considerarli veri e propri monumenti. Alcune normative vigenti non consentono la loro sostituzione, anche se non più remunerativi. E’ un esempio che serve a riflettere; per ora non sono state trovate soluzioni eque e soddisfacenti. Per di più, nel caso specifico, si assiste ad una pressante richiesta di mercato per grandi alberi di olivo da allevare a scopi ornamentali. Quegli olivi monumentali vengono quindi richiesti a prezzi molto alti perché, con opportune tecniche, possono essere trapiantati in altre zone anche molto lontane. Un altro caso particolare è rappresentato dai “muri a secco” che hanno caratterizzato quelle che vengono definite “eroiche agricolture”. L’opportunità di conservare la memoria storica di siffatti elementi paesaggistici può essere soddisfatta restaurando e poi mantenendo uno o pochi esempi significativi di ciò che si vuole conservare, in spazi relativamente ristretti e in totale accordo con gli agricoltori, prevedendo un congruo indennizzo per i redditi che dovessero venir meno. Se questi interventi, così come altre analoghe opere di ripristino e di tutela, venissero realizzati solo una tantum avrebbero effetto solo per un arco di tempo, più o meno limitato. Meno realizzabile sembra essere l’idea di riproporre, attraverso il ripristino e il restauro, paesaggi del passato, magari scegliendo di volta in volta quelli di epoche diverse. Individuare quali fossero gli autentici paesaggi d’epoca, anche di uno o più secoli fa, può rappresentare uno studio storico interessante, ma proporne il ripristino lascia i più alquanto perplessi.
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Il paesaggio agrario e le politiche paesaggistiche della regione Umbria

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Bartolini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Biancamaria Torquati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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ambiente
analisi paesaggio
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