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Il paesaggio agrario e le politiche paesaggistiche della regione Umbria

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14 1.7 I piani paesistici La legislazione italiana è intervenuta in materia di paesaggio a partire dal XX Secolo. I radicali mutamenti seguiti all’ultimo conflitto mondiale hanno scavalcato di fatto anche quanto disposto dalla Legge n. 778 del 1922 che estendeva alle “bellezze paesaggistiche” l’istituto della notifica e la servitù del non modificabile. Allo stesso modo, per la Legge 1497 del 1939 che aveva per la prima volta parlato di “piani territoriali paesistici” ed affidato al competente Ministero la facoltà di predisporli per alcune particolari e ben delimitate zone. Ma, dopo l’ultimo conflitto mondiale, i territori e quindi i paesaggi furono sconvolti, con una rapidità senza precedenti, da molte cause concomitanti, quali un massiccio esodo rurale (con diffuso abbandono dei campi), migrazioni interne attratte dallo sviluppo industriale concentrato in alcune aree, una elefantiasi delle periferie cittadine e della mobilità, con la costruzione di autostrade, di sempre più veloci mezzi di trasporto, ecc.. Anche nelle campagne, le macchine sostituirono gli animali da lavoro, sopperirono alla crescente carenza di manodopera e determinarono adeguamenti strutturali delle aziende, come l’indispensabile ampliamento degli appezzamenti. La nuova realtà della Unione economica europea impose una riconversione colturale. Ci si è trovati anche di fronte a drammatiche situazioni di eccedenze agro-alimentari, fino al punto da rendere necessaria una drastica riduzione delle superfici coltivate ed a finanziare il cosiddetto set aside. I paesaggi non sfuggirono a così importanti mutamenti. Nessuno avrebbe immaginato e previsto, ad esempio, gli effetti sconvolgenti su di essi provocati dalla estinzione della mezzadria. Oggi qualcuno rimpiange e rivorrebbe quei paesaggi, ma senza la mezzadria non è certo pensabile di poterli ricreare e tanto meno mantenere. Nel 1948, l’articolo 9 della nuova Costituzione stabilì che la Repubblica “Tutela il paesaggio”. La Costituzione ignorò invece il grande problema della tutela ambientale e tutto lascia pensare che il riferimento al paesaggio fosse correttamente inteso nel significato dettato dalle limitate normative allora vigenti. Comunque, la inadeguatezza e l’inerzia legislativa lasciarono immutata la situazione ancora per molti decenni. Solo quarant’anni dopo, fu varata la “Legge Galasso” del 1985 che peraltro esplicitamente escludeva dai propri vincoli “l’attività agro-silvo- pastorale”, a meno che non comportasse “alterazione permanente dello stato dei luoghi…”. Rilevante innovazione di questa Legge fu l’affidamento alle Regioni di piani urbanistico - territoriali e paesistici, ma sempre in riferimento a specifiche aree ben delimitate. Eterogenee interpretazioni,

Anteprima della Tesi di Simone Bartolini

Anteprima della tesi: Il paesaggio agrario e le politiche paesaggistiche della regione Umbria, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Simone Bartolini Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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Disponibile solo in CD-ROM.