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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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14 1.2 UN CONTESTO TERAPEUTICO NON CONVENZIONALE: IL CARCERE A partire dal 1975, data che sancisce la riforma dell’Ordinamento Penitenziario italiano (L.354/75), la concezione della pena assume ufficialmente i caratteri di un trattamento ri-educativo e ri-socializzante del soggetto detenuto che sia conforme ai principi di umanità, rispetto e dignità della persona. In particolare, all’interno dell’Ordinamento succitato, si trovano una serie di articoli che approfondiscono il tema del trattamento rieducativo (art. 13, art.15, art. 16, art. 27) e del ruolo importante che così dovrebbero assumere gli psicologi nella progettazione e nella realizzazione di tale trattamento (art. 80). L’articolo 80 ha permesso l’ingresso in carcere di personale “esperto” specializzato tra cui gli psicologi, ai quali è stato affidato principalmente il compito di svolgere attività di osservazione e trattamento sui detenuti. “L’osservazione” ha lo scopo di monitorare il comportamento del detenuto a contatto con la realtà penitenziaria per poter formulare poi un trattamento rieducativo personalizzato; per “trattamento” si intende invece la progettazione, da parte dello psicologo, di un programma che miri a potenziare gli aspetti positivi della personalità del soggetto reo e a colmare le lacune o correggerne gli aspetti devianti in vista di un concreto processo maturativo. Le indicazioni fornite dall’Ordinamento Penitenziario in riferimento al trattamento sono che: “…deve rispondere ai particolari bisogni della personalità di ciascun soggetto…”; deve essere progettato “…in base ai risultati dell’osservazione…”; “il trattamento è attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti”. Inoltre si fa riferimento alla possibilità, per attuare il trattamento previsto, di avvalersi dell’istruzione, del lavoro, della religione o delle attività culturali, ricreative e sportive presenti nell’istituto di pena. Nell’Ordinamento Penitenziario dunque non si parla certo di trattamenti psicoterapeutici, ma si incarica il personale “esperto”, fra cui psicologi, psichiatri e criminologi, di svolgere attività di osservazione e trattamento: tra le tecniche ri- educative e ri-socializzanti proposte da uno psicologo però rientra sicuramente anche la psicoterapia. Anzi, la psicoterapia da anni dimostra di essere un potente e valido aiuto per accogliere le persone e portarle ad attuare significativi cambiamenti di personalità in direzione di una crescita e di un miglioramento della qualità della vita.
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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Cottino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Enrico Molinari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

arte terapia
carcere
malattia mentale in carcere
psicologia giuridica

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