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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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7 psicoterapia proposta da Winnicott (“Gioco e realtà”, 1971): il rapporto terapeutico tra terapeuta e paziente deve essere inteso come spazio-tempo di gioco e di creatività. La prima parte di questo lavoro dunque è dedicata all’analisi delle indispensabili aree di approfondimento che costituiscono il panorama di comprensione al tema dell’arte terapia in carcere. Il primo capitolo tratta della terapia in contesti non convenzionali e contiene riflessioni circa la possibilità di concepire e progettare interventi psicoterapeutici in contesti non solo clinici tradizionali, ma anche innovativi e sperimentali non tradizionali; uno di questi contesti è proprio quello penitenziario dove, successivamente alla Riforma Penitenziaria del 1975, l’ingresso in carcere degli “esperti” psicologi ha permesso di strutturare spazi di ascolto, sostegno e aiuto –tra i quali anche l’arte terapia- per i detenuti ivi reclusi. Il secondo capitolo, relativo al contesto carcerario, offre spunti di riflessione sull’evoluzione del concetto di pena, che da puramente punitiva e restrittiva è divenuta emendativa nel senso che è sempre più concepita come occasione di rieducazione e maturazione del soggetto reo; inoltre viene affrontato l’importante tema dei bisogni dei detenuti che, a fronte di un contesto sì chiuso e totalizzante, assumono necessariamente la connotazione di diritti umani da difendere al fine di ottenere una pena che si possa definire umana. Il terzo capitolo poi è dedicato alla sofferenza mentale in carcere; attraverso il contributo di diversi autori che hanno affrontato tale argomento, viene offerto un quadro della situazione in riferimento alle principali patologie carcerarie, ai presidi psicologici previsti dalla circolare Amato del 1987 (n. 3233/5689 “Tutela della vita e dell’incolumità fisica e psichica dei detenuti e degli internati. Istituzione e organizzazione del Servizio Nuovi Giunti”) e agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari presenti sul territorio italiano. Il quarto capitolo invece contiene un approfondimento circa l’arte terapia, i principali orientamenti e modelli teorici, le sue funzioni terapeutiche, la specificità dell’arteterapeuta e le valenze terapeutiche e risocializzanti che possono caratterizzare un intervento psicoterapeutico basato su un codice di comunicazione non verbale.
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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Cottino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Enrico Molinari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

arte terapia
carcere
malattia mentale in carcere
psicologia giuridica

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