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Dal nuovo principio dell'esenzione nella tassazione dei dividendi al regime opzionale della trasparenza fiscale. Scelte di convenienza.

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5 Tuttavia era un metodo che finché i confini dei mercati coincidevano, tendenzialmente, con quelli dei singoli Stati, di cui i soci erano residenti, poteva comunque ritenersi “efficiente”. Ma la realtà naturalmente è mutata, e in un’economia globalizzata, quale quella attuale, sono tutt’altro che sporadici i casi in cui il socio risieda sotto una giurisdizione diversa da quella della società partecipata. Per tali motivi si è reso necessario spostare “la determinazione del prelievo” sulla “situazione oggettiva” dell’impresa e non su quella “soggettiva del socio”. 8 Quanto detto finora, e cioè l’inadeguatezza di un tale sistema ad una realtà sempre più aperta, emerge per esempio dal fatto che operava solo per i dividendi di fonte nazionale percepiti da soci residenti, mentre per i dividendi distribuiti da società non residenti si erano venuti a creare tre diversi regimi relativi a : ξ Dividendi di fonte Comunitaria; ξ Dividendi di fonte extra-comunitaria, ma provenienti da Paesi diversi da quelli a regime fiscale privilegiato; ξ Dividendi provenienti dai Paesi cd. Black list (inizialmente trattati come tutti gli altri dividendi di fonte extra-comunitaria) Al verificarsi di particolari condizioni 9 , si ricorreva ad una parziale esclusione, differente a seconda dei casi suddetti, dei dividendi stessi dal reddito dei percettori residenti, in modo da tenere in considerazione, seppur in via forfetaria, l’imposta assolta all’estero dalla società non residente. Con il decreto legislativo n.136, del 6 marzo 1993, in recepimento della direttiva CEE cosiddetta “madre-figlia” l’art. 96-bis del T.U.I.R. stabilì la detassazione al 95% dei dividendi distribuiti da società figlie, residenti in Stati membri dell’Unione Europea, a condizione però che si trattasse di una partecipazione diretta al capitale in misura non inferiore al 25%, posseduta ininterrottamente da almeno un anno. 10 8 La relazione alla legge delega di riforma fiscale del 2001, punto 4, sostiene infatti che ”.. tale metodo di determinazione del prelievo in base alla situazione soggettiva del socio…non è efficiente in un’economia globalizzata…” 9 Tale regime operava solo per le società soggette ad IRPEG in possesso di partecipazioni al capitale che superassero determinate soglie, possedute ininterrottamente da almeno un anno. 10 Tale regime di detassazione è stato successivamente esteso, e in particolare con la Legge 21 novembre 2000, n.342 (art. 1), anche ai dividendi di società controllate residenti fuori dall’U.E. ma comunque nei cosiddetti Stati di white list.
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Dal nuovo principio dell'esenzione nella tassazione dei dividendi al regime opzionale della trasparenza fiscale. Scelte di convenienza.

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Informazioni tesi

Master in diritto tributario d'impresa
  Autore: Francesca Martucci
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2004
Docente/Relatore: Giuseppe Marino
Istituito da: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

FAQ

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Parole chiave

dividendi
esenzione
riforma fiscale
trasparenza fiscale

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