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Dal nuovo principio dell'esenzione nella tassazione dei dividendi al regime opzionale della trasparenza fiscale. Scelte di convenienza.

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6 Gli altri dividendi distribuiti da società estere, che inizialmente comprendevano indistintamente anche quelle residenti nei Paesi a regime fiscale privilegiato, in possesso dei requisiti del collegamento societario di cui all’art. 2359 c.c. “concorrevano alla formazione del reddito, per il 40% del loro ammontare”, come stabilito dal vecchio art. 96 T.U.I.R. 11 Solo successivamente si è esclusa qualunque forma e percentuale di detassazione dei dividendi provenienti dai Paesi di “black list”, imponendo la loro integrale partecipazione al calcolo del reddito, al momento della produzione del reddito. La novità della riforma sta proprio nel realizzare il principio dell’integrazione dell’imposta societaria con quella personale del socio per il tramite di un meccanismo differente, operante allo stesso modo sia per gli utili di fonte nazionale che per quelli di fonte estera: si abbandona il credito d’imposta e si arriva ad un meccanismo di esclusione dei dividendi stessi dal reddito imponibile dei soci. Si passa da uno scenario caratterizzato dalla concomitante presenza di quattro diversi meccanismi di tassazione dei dividendi, ad una semplificazione consistente nell’applicazione di un unico sistema di tassazione dei dividendi, a prescindere, in linea di massima, dalla loro provenienza. Alla base del nuovo sistema vi è il principio secondo cui l’utile vada sottoposto a tassazione una sola volta al momento della sua produzione, e in capo alla società che lo produce (rendendo irrilevante, ai fini impositivi, la sua eventuale e successiva distribuzione ai soci). Con il sistema dell’esenzione il meccanismo del credito d’imposta viene infatti abrogato per passare ad un meccanismo secondo il quale solo parte del dividendo distribuito debba concorrere alla formazione del reddito imponibile del singolo socio; ne consegue un effetto di esenzione parziale, in quanto si verifica in capo al percettore del dividendo un fenomeno di doppia imposizione per quella quota parte soggetta a tassazione sia al momento della produzione da parte della società, sia in sede di percezione dello stesso da parte del socio (ammontante al 5% dei dividendi complessivi, nel caso di utili percepiti da soggetti IRES). 11 Fino all’entrata in vigore della direttiva madre-figlia questo era l’unico sistema di tassazione dei dividendi alternativo a quello dei dividendi “domestici”: la distinzione era perciò tra dividendi distribuiti da società italiane e dividendi di fonte estera ( tassati per il 40% del loro ammontare).
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Dal nuovo principio dell'esenzione nella tassazione dei dividendi al regime opzionale della trasparenza fiscale. Scelte di convenienza.

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Informazioni tesi

Master in diritto tributario d'impresa
  Autore: Francesca Martucci
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2004
Docente/Relatore: Giuseppe Marino
Istituito da: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

FAQ

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Parole chiave

dividendi
esenzione
riforma fiscale
trasparenza fiscale

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