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Enduring Freedom. Retorica umanitaria e spersonalizzazione nella nuova guerra in Afghanistan

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3 di fatto l’irriducibile alterità di questi mondi sostenuta dagli stessi terroristi islamisti, e affermano l’evidente preferibilità (o superiorità) del sistema occidentale. Per evitare di trasformare i diritti umani in un atto di “imperialismo morale” 3 e farne veramente un terreno di incontro e comunicazione interculturale, Michael Ignatieff propone di abbandonare l’idolatria di questa “religione laica” e di partire da una concezione “minimalista”, su cui tutti possano concordare e che sia frutto dell’esperienza storica degli uomini. Se non possiamo raggiungere un accordo globalmente condiviso su cosa sia una “vita buona”, l’empatia, la reciprocità morale che sembra far parte della natura umana, ci permette di avere una concezione comune su cosa sia certamente male. “Vorremmo essere dalla parte di chi è oggetto di quelle azioni? E poiché non possiamo concepire una circostanza qualsiasi nella quale noi o chiunque altro possa desiderare di essere sottoposto ad abusi mentali o fisici, abbiamo buone ragioni per credere che queste pratiche debbano essere bandite.” 4 Una volta affermata la centralità della retorica umanitaria e dei diritti umani, diventa a mio avviso essenziale comprendere come sono raccontate le persone in nome delle quali si combatte e, da questo punto di vista, analizzare quale concezione dei diritti umani viene proposta. Le persone comuni, le loro storie, sono state pressoché assenti dalla narrazione dei media mainstreaming. I giornalisti sono stati tenuti lontani dagli afgani all’interno del Paese e hanno finito per narrare un Afghanistan senza persone, popolato solo da icone: i talebani crudeli, i terroristi votati al martirio, le donne oppresse, la marea umana dei profughi, le vittime anonime. Le persone cominciano ad emergere solo dopo la liberazione e, a ben vedere, anche in questo caso la dimensione simbolica finisce talvolta per prevalere sul tentativo di raccontare storie. I protagonisti della narrazione sui diritti umani prima violati e poi ritrovati, infatti, non sono tanto gli individui quanto i valori che essi incarnano. 3 Ignatieff, Michael, Human Rights as Politics and Idolatry, Princeton University Press, Princeton, 2001. Traduzione italiana di Sandro d’Alessandro, Una ragionevole apologia dei diritti umani, Feltrinelli, Milano, 2003, p. 24. 4 Ignatieff, Michael, op. cit., pp. 90-91.

Anteprima della Tesi di Ilaria Buselli

Anteprima della tesi: Enduring Freedom. Retorica umanitaria e spersonalizzazione nella nuova guerra in Afghanistan, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ilaria Buselli Contatta »

Composta da 390 pagine.

 

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