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A onor del vero. Pitigrilli: scrittore anti sublime. Viaggio nella vita e nelle opere di un autore controverso

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6 Fin che fu opposizione al regime, e Pitigrilli fece opposizione, pur sempre nel suo stile, fu autentica; il passaggio al collaborazionismo, analizzato sotto tutti gli aspetti possibili, lascia anche aperta una possibilità scomoda, inquietante eppure non isolata, ovvero la libera adesione, con «fede», a quel regime fascista che seppe anche convincere, e mostrare il lato migliore del suo esperimento politico. Contrariamente alle supposizioni di molti, non ultime quelle dello stesso Pitigrilli, il rapporto confidenziale con l’OVRA non gli fece acquistare particolari bonus da giocarsi con il volto ufficiale del regime; restò quello che era: un intellettuale gagà, esponente della ricca borghesia ebraica torinese, un liberale diffidente nei confronti delle rivoluzioni, stringi stringi un conservatore, benché riformista. Non fu mai un uomo del regime. Questa incompatibilità genetica s’evidenziò con virulenza con l’apparire delle leggi razziali fasciste, che lo colpirono senza riguardo alcuno nonostante Dino Segre fosse in possesso di tutti gli elementi per ricevere la patente di ariano. La piega totalitaria assunta dal regime stride completamente con l’esprit pitigrilliano, a partire dall’alleanza d’acciaio stretta con la Germania di Hitler: la guerra contro la Francia fu una vera violenza per Pitigrilli. È anche vero che il regime non fu spietato nei suoi confronti, come del resto non lo fu anche nei confronti d’altri elementi non allineati; tuttavia tentò con ogni mezzo di dargli delle noie, e Pitigrilli scampò sempre provvedimenti gravi grazie alle sue conoscenze e al suo rango: favori che non gli derivarono dall’essere un confidente OVRA – l’identità dei fiduciari era mantenuta nel più stretto riserbo, e solo pochi membri del partito fascista erano a conoscenza, in parte, dell’assetto dell’organizzazione – bensì dalla visibilità che contornava il suo personaggio. Pitigrilli, ancora a ridosso della guerra, era pur sempre il primo scrittore dello Stivale, rappresentante dell’Accademie dell’Humour per l’Italia, pubblicista, conosciuto in tutto il mondo. Negli anni delle difficoltà, della crisi e del tracollo, Pitigrilli si ritrovò a tirare un bilancio di quasi cinquant’anni di vita vissuta senza limiti e

Anteprima della Tesi di Mattia Bernardo Bagnoli

Anteprima della tesi: A onor del vero. Pitigrilli: scrittore anti sublime. Viaggio nella vita e nelle opere di un autore controverso, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mattia Bernardo Bagnoli Contatta »

Composta da 299 pagine.

 

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