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Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile

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9 I CAPITOLO “In tempo di guerra la verità è così preziosa che bisogna proteggerla con una cortina di bugie”. Winston Churchil 1.1 Russell il “pioniere” La guerra, da Omero in poi, è stata sicuramente uno degli argomenti più narrati. La lunga storia tra informazione e guerra ha radici profonde ed è convenzione darle natività nel 1854. Il capostipite dei reporter di guerra sembra debba essere considerato Bill Russell, giornalista del quotidiano inglese “Times”, che nel 1854 fu inviato in Crimea per seguire le sorti della guerra che vedeva contrapposti, da circa un anno, la Russia ad una coalizione di stati formata da Gran Bretagna, Francia, Impero Ottomano e Regno di Sardegna. Fino ad allora le notizie erano pervenute dal fronte solo grazie ai servizi di alcuni ufficiali incaricati dall’Autorità militare. Tutti gli eserciti hanno sempre avuto qualcuno al loro seguito che si occupava di raccontare, per il re, per i generali, per un pubblico, le gesta di guerra. Erano resoconti pieni di retorica e di verità di comodo. Invece, Russell raccontò i corpi straziati dalle granate, le urla dei feriti, il caos della prima linea, gli errori strategici dei generali. Fece, insomma, il cronista. Il piccolo irlandese è considerato il pioniere, e a lui è, addirittura, dedicata una statua di bronzo nella cattedrale londinese di St. Paul, con una targa che ricorda come sia “stato il primo e il più grande” 4 . Anche se è giusto ricordare come sulla genealogia dei corrispondenti circolino una varietà di leggende. Molti accademici amano collocare le radici di questa figura 4 Mimmo Candito “I reporter di guerra”, Baldini&Castoldi pag 219

Anteprima della Tesi di Vincenzo Damiani

Anteprima della tesi: Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Vincenzo Damiani Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.