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L' interazione in irc

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conciliare la riduzione di indicatori sociali, e quindi un’impersonalità della comunicazione, con la constatazione di un aumento delle comunicazioni informali?). Un tentativo di superare queste contraddizioni è stato fatto dal modello SIDE (social identity de- individuation) in tale modello (i cui rappresentanti principali sono Lea, Spears, Reicher) si continua con la visione “psicologica” della cmc e cioè si continua a ritenere la larghezza di banda (il potere di trasmettere informazioni da parte di un medium) come un fattore influente sulla ricchezza di simboli sociali a disposizione dell’individuo che utilizza tale mezzo; tuttavia si arriva a conclusioni opposte a quelle del RSC theory: l’individuo è visto come spezzato in due identità, una portatrice delle istanze idiosincratiche, l’altra degli aspetti sociali (distinzione simile a quella tra io e mè di Mead) e le rilevanze portate alla luce dai ricercatori indicano una “sconfitta” dell’io individuale; tali rilevanze sono scaturite da esperimenti con gruppi di controllo in cui si è notato (in conformità all’ipotesi di partenza) che gruppi di persone poste davanti a questioni sull’agire di gruppo\ agire individuale si comportano in modo ipersociale oppure asociale se messe, in assenza di compresenza fisica, davanti ad un computer collegato a una rete a decidere (Spears1990, Spears e Lea 1992), confermando in tal modo la forza della riproduzione delle norme sociali attraverso la cmc (l’individuo che adotta un comportamento asociale è ritenuto come rifiutante in blocco uno “stimolo” che è troppo forte). La critica più forte a questo modello è il non riconoscere un potere di negoziazione all’ individuo , infatti quando i ricercatori sono usciti dai laboratori e si son messi a “camminare per strada” hanno dovuto modificare il modello introducendo una certa capacità di creazione delle norme sociali ai singoli on-line (Postmes, Spears, Lea 2000); tuttavia esso ha ottenuto risultati interessanti dimostrando che il sociale è qualcosa che l’ individuo porta all’ interno di se stesso e che egli utilizza anche nel pensare in solitudine. (Paccagnella2000 32) , facendo rinverdire Durkeim. Le debolezze riscontrate nei due modelli precedenti sono diventate il punto di partenza per un’ altra serie di studi che , sempre seguendo Paccagnella, sono state inaugurate da J. Walther (Walther 1992,1996,1997, Walther e Bourgon1992, Walther et al. 1994) ; questa nuova prospettiva parte da una radicale svolta metodologica, paragonabile a quella effettuata dalla Scuola di Chicago e che è riassumibile nel famoso “ scendere per strada e guardarsi intorno” : l’ esperimento in laboratorio è ritenuto inutile e anzi dannoso dal punto di vista euristico nel determinare cosa succede ai rapporti tra le persone quando quesiti passano attraverso la cmc; tale critica parte dalla considerazione che le persone scelte per un esperimento sono molto spesso degli sconosciuti che non hanno l’ obbligo morale di rivedersi dopo aver concluso questa esperienza, e che esiste un logico limite di tempo che condiziona l’ interazione presa in esame. Paccagnella, seguendo Walther, rileva come invece la cmc
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Ferrieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Fabio Quassoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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culture di rete
etnografia internet
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interazione in chat
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