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L' interazione in irc

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sia caratterizzata da un’ intrinseca lentezza che porta gli attori a dover impiegare più tempo per costruire la ricchezza di informazioni che caratterizzano l’ esperienza di una relazione face to face, in questo modo chi si propone di studiare la cmc tramite esperimenti in laboratorio, si preclude la possibilità di visualizzare il proprio oggetto di studio. Ed è proprio la questione delle informazioni trasmissibili che è al centro degli interessi di questo approccio (che è stato denominato Social Information Processing), l’ interazione è vista come un modo per ridurre l’ incertezza tra più individui così, qualsiasi mezzo si stia utilizzando, si deve tener presente che ci sarà una quantità minima di informazioni che deve venir trasmessa : in questo senso, la CMC non sarebbe affatto meno efficace della comunicazione faccia a faccia dal punto di vista dell’ interazione sociale , ma sarebbe solamente meno efficiente (Paccagnella 2000 35) Si può già intuire da queste ultime considerazioni che ci si sta movendo in una direzione opposta a quella del modello RSC, il fatto di non essere in una compresenza fisica e così di poter usufruire delle informazioni che veicola il linguaggio non verbale, è visto come un ostacolo alla penetrazione delle istanze sociali all’interno delle relazioni on line, ciò in quanto il processo che porta un individuo a identificare un altro nella sua esistenza sociale (detto altrimenti, il modo in cui le informazioni rilevanti per un’identificazione di senso comune entrano nel circuito della comunicazione) ha a disposizione soltanto un canale di “output” (il testo), ma questo non impedisce la costruzione simbolica, le difficoltà di identificazione sono ostacoli che gli attori cercano di superare, riuscendoci, seppur con qualche difficoltà. Tuttavia, nelle parole dello stesso Walther, il modello non riesce a spiegare “gli specifici processi comunicativi che prendono vita nelle (…) relazioni on line, dal momento che i ricercatori hanno focalizzato sugli input mediali, e sugli output relazionali, con l’esclusione generale dei processi effettivi” (citato in Tosoni 2004 50) dopo aver preso coscienza che esistono pratiche di traduzione della socialità si tratta di elaborare strumenti che permettano di descrivere queste pratiche; con questo obbiettivo nasce l’approccio Hyperpersonal, esso si propone di chiarire quali possibilità sono date all’individuo di esprimere la propria identità attraverso le caratteristiche tecniche del canale, attraverso il suo essere emittente o ricevente e attraverso i processi di feedback che si vengono a creare. Per chiarire meglio, nella cmc esistono possibilità di presentazione di sé stessi che sono inedite nella storia della comunicazione, ad esempio esiste la possibilità di registrare tutte le interazioni avute con un certo soggetto in modo che è possibile rappresentare un’immagine di coerenza che altrimenti sarebbe stata impossibile o molto dispendiosa, questa occasione per il self fa parte dell’essere emittente in una cmc; l’attenzione per le strategie di presentazione dell’individuo è centrale in questa visione (è da tale caratteristica che il modello prende il nome),

Anteprima della Tesi di Marco Ferrieri

Anteprima della tesi: L' interazione in irc, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Marco Ferrieri Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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