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"La tragédienne du silence". Ida Rubinstein e le musiche di scena per "La Pisanelle" di Gabriele d'Annunzio

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12 è evidente che l’uso di guardare (o di sbirciare) la «scène bâtarde» 18 con gli occhiali dell’opera (o del teatro tutto recitato) – anche se abbastanza inevitabile – risulta in questo contesto perlomeno discutibile. 19 Occorre quindi assumere una prospettiva critica diversa, che analizzi i generi di teatro con musica non come inferiori ma come alternativi al teatro in musica, con cui, anzi, intercorre, nel corso della storia, un generalmente ricco e fecondo rapporto di scambio e reciproca suggestione; ma non mancano anche i casi di relazioni conflittuali, almeno a livello musicologico; come ricorda Carl Dahlhaus, a proposito degli anni ’20 del Novecento, invalse il costume di usare il termine “teatro musicale” non come concetto sovraordinato sibbene come concetto antitetico a “opera” 20 . ossia di considerare l’opera non come facente parte della più ampia categoria di “teatro musicale” ma come un modello negativo. Lo stesso studioso aggiunge 21 una formulazione, di icastica brevità, di quella che è la sua teoria (di derivazione – volente o nolente – parawagneriana): «in un’opera, in un melodramma è la musica il fattore primario che costituisce l’opera d’arte (opus) e la costituisce in quanto dramma». Dunque, condanna di tutte le forme di teatro “ibrido” e di ogni opera che traligni troppo dalla virtuosa corrente principale Monteverdi – Gluck – Wagner. D’altra parte, una svalutazione ha caratterizzato anche il mondo culturale italiano, dove, in più, la presenza totalizzatrice del melodramma ha di fatto eliminato anche dalla pratica teatrale ogni genere che non corrispondesse all’opera lirica: vorrei inserire, a questo punto, e prima di entrare con decisione nel caso di Pizzetti, l’opinione, attorno alla musica di scena, di Gianandrea Gavazzeni, uno degli uomini che, nel Novecento italiano, più si sono mostrati aperti a sollecitazioni le più varie, col recupero – spesso accolto con scetticismo e malcelata derisione 22 – di melodrammi dimenticati, acuto musicologo, studioso e direttore di grande cultura, nonché allievo di composizione di Pizzetti stesso. 18 E’ il titolo – assai significativo - di un convegno svoltosi a Clermont-Ferrand: Scène bâtarde des Lumières au Romantisme. 19 E. SALA, Le musiche di scena…, cit. 20 CARL DAHLHAUS, Drammaturgia dell’opera italiana, in Storia dell’opera italiana, a cura di LORENZO BIANCONI e GIORGIO PESTELLI, vol. 6 (Teorie e tecniche. Immagini e fantasmi), Torino, EDT, 1988, p. 90. 21 Seppure con differenze sottolineate da Emilio Sala, nel citato articolo, fra due versioni del saggio. 22 Per cui si guadagnò il malevolo soprannome di “difensore delle cause perse”.
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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Corrado Cattò
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Emilio Sala
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 276

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Parole chiave

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d'annunzio
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opera
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pizzetti
rubinstein
strumenti antichi
teatro

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