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SMS e relazione d'aiuto: il caso di @gile, un servizio d'ascolto

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- 16 - Rogers definisce quelli che secondo lui sono i tre atteggiamenti personali necessari e sufficienti perché i processi interpersonali portino all’aiuto efficace: ▪ Genuinità o congruenza. La genuinità è la capacità dell’helper di mettersi in una condizione di apertura e di ascolto di sé (prima ancora che degli altri) e di essere sempre se stesso, in collegamento con i propri sentimenti e con ciò che si svolge dentro di lui nel corso dell’interazione, senza sentire il bisogno di negarlo o distorcerlo. La genuinità implica congruenza tra i diversi livelli psicologici; questo significa che non si può agire dietro una facciata (come per esempio può essere quella del ruolo professionale): bisogna agire in modo congruente con se stessi, con ciò che si è, che si sente e con ciò che si pensa, pena il rischio di trasmettere all’helper una sensazione di falsità, e di assicurarsi quindi l’inefficacia della relazione d’aiuto. La genuinità è l’elemento base, le fondamenta su cui si instaurano poi le altre competenze per poter riuscire ad aiutare veramente qualcuno. ▪ Accettazione incondizionata o considerazione positiva incondizionata. Questa è la capacità di accettare o di mantenere una positiva considerazione per l’helpee indipendentemente da ciò che fa, pensa o dice, ma soltanto per la sua motivazione a cambiare. E’ necessario avere un «profondo e sincero interesse per lui come persona con potenzialità umane, un interesse non contaminato da un giudizio sulle idee, sui sentimenti o sul comportamento del paziente» (Rogers, 1970, in Folgheraiter, 1989, p. 23). L’accettazione è finalizzata a facilitare la comunicazione spontanea del cliente allontanando ogni atteggiamento interpretativo e quello valutativo, ed è giustificata dal fatto che il processo di aiuto è un’opportunità offerta all’helpee per prendere coscienza della propria condizione e per dargli così modo di cambiare. ▪ Comprensione empatica. Riguarda la capacità dell’helper di cogliere accuratamente la situazione personale del cliente. Rogers definisce così la comprensione empatica: «sentire il mondo personale dell’altro come se fosse il nostro senza mai perdere la qualità del come se» (Rogers, 1942, in Di Fabio, 1999, p. 131). Questo significa sentire un sentimento come se fosse nostro senza però aggiungere il nostro stesso sentimento. Questo ci permette di vedere il mondo dell’altra persona dal suo punto di vista, non filtrato quindi dal nostro

Anteprima della Tesi di Chiara Castelli

Anteprima della tesi: SMS e relazione d'aiuto: il caso di @gile, un servizio d'ascolto, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Chiara Castelli Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.