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La posizione del pubblico ministero nell'ordinamento giuridico italiano. Profili costituzionali

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3 Nel codice del 1913, il termine citazione diretta viene sostituito con quello di istruzione sommaria, attribuendo limitati poteri al pubblico ministero, il quale, nel corso dell'udienza, aveva il potere di indurre l'intervento del giudice istruttore per la spedizione del mandato e il successivo interrogatorio dell'imputato, nonché per lo svolgimento degli esperimenti giudiziari, di perizie, di perquisizioni domiciliari, di ricognizioni e per l'esame dei futuri testimoni. Prima del codice del 1930, il controllo sul pubblico ministero era esercitato dal Ministro di Grazia e Giustizia, e la magistratura con i relativi poteri era disciplinata dall'articolo 130 del regio decreto n. 2626 del 1865, che stabiliva: «le funzioni del pubblico ministero presso la Corte d'Appello e presso la Corte di Cassazione, sono esercitate da procuratori generali presso i tribunali civili e correzionali, da procuratori del re.» Era stabilito, inoltre, che i procuratori generali compissero la loro funzione personalmente o per mezzo di avvocati generali, o si servissero di sostituti procuratori generali aggiunti, mentre i procuratori del re le esercitavano personalmente o per mezzo di sostituti, o aggiunti giudiziari. Il Ministro della Giustizia provvedeva alle nomine e alle promozioni dei magistrati requirenti, ai loro trasferimenti e alle loro dispense dal servizio, poteva anche ammonire e censurare i magistrati, chiamarli innanzi a sé per farli rispondere dei fatti ad essi imputati. Dal 1901 tali poteri furono trasferiti al Consiglio dei Ministri. Nel codice del 1930, il pubblico ministero era inserito nel Libro I (riguardante le disposizioni generali), Titolo III, riguardante le parti, questo è avvenuto, secondo un'autorevole opinione, per omaggio a principi di sistematica formale 2 . In questo codice si è verificata una «vera e propria esplosione dei poteri processuali del pubblico ministero» 3 , in conformità di un regime autoritario che aveva interesse ad assicurare al potere esecutivo la più ampia possibilità di influire direttamente sulla gestione di singoli procedimenti penali. Tale organizzazione è per la maggior parte ripresa dalla legge francese del 27 gennaio 1801. 2 Greco R. (a cura di), Giustizia e pubblico ministero discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, 1965, Napoli, Casa del Lavoro tipografico, da 55 a 64. 3 Scaparone M., Il pubblico ministero nel processo penale, Enciclopedia del diritto, volume 37, Milano, Giuffrè 1988, da 1094 a 1111.
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Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Giovannetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Orlando Roselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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