Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Cosa bolle in pentola? Il caso Barilla: 125 anni di comunicazione sempre al dente.

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

particolare importanza in quanto segna il passaggio da una lavorazione di tipo artigianale ad un’organizzazione produttiva a carattere prettamente industriale. L’inaugurazione del nuovo pastificio di via Veneto avvenne il 2 Aprile del 1911. Questo fu un momento particolarmente delicato in cui Barilla comincia a misurarsi con la città. Le attese erano enormi nei confronti del pastificio. Questi veniva visto come una speranza in un perido di acuta povertà: ci si aspettava pane e lavoro per un’intera città. Per la conoscenza dei primi risulatati ottenuti è interessante riportare quanto contenuto in una relazione pubblicata nel 1911 dalla locale Camera di Commercio: “con l’apertura a Parma di un grandioso stabilimento, dovuto all’iniziativa e all’intraprendenza della ditta «G. ed R. Fratelli Barilla» la fabbricaizone delle paste alimentari è assurta, nel 1910, a dignità di importante industria. La ditta produce paste all’uovo ed ha varie specialità, di già così apprezzate che il lavoro di asportazione per la Liguria, la Lombardia, la Romagna, il Veneto e la Sardegna è rimarchevolissimo e quasi gli impianti non sono sufficienti a far fronte alle richieste. Lo stabilimento occupa 100 operai ed ha una potenzialità produttiva di 80 q. giornalieri6”. All’alba degli anni ’20, in seguito alla morte del fratello Gualtiero, Riccardo Barilla assunse la responsabilità di tutta l’azienda. Riccardo, nonostante dirigesse l’azienda, aveva l’abitudine di controllare direttamente il lavoro svolto dagli operai. Pietro Barilla, figlio di Riccardo, ricorda di essere cresciuto fin da piccolo respirando l’aria dello stabilimento e familiarizzando con quel mondo. Nelle memorie di Pietro Barilla, libro prezioso per ricostruire la storia del pastificio, Pietro ricorda: “Ho visto fin da ragazzo lo spettacolo della gente sudata. Si vedeva proprio la fatica perchè allora si entrava fisicamente nelle stanze degli essiccatoi e tutto era trasportato a mano, i pesi, i corbelli. Anche le donne, le ragazze prendevano i telai a mano. Si 6 SAGUATTI Alessandro, Economia e società a Parma dal 1890 alla Grande Guerra, pg 71; in GANAPINI A.I. e GONIZZI G. ( a cura di) Barilla cento anni di pubblicità e comunicazione, Silvana Editoriale.

Anteprima della Tesi di Valentina Grasso

Anteprima della tesi: Cosa bolle in pentola? Il caso Barilla: 125 anni di comunicazione sempre al dente., Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Grasso Contatta »

Composta da 215 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9581 click dal 14/04/2005.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.