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Cosa bolle in pentola? Il caso Barilla: 125 anni di comunicazione sempre al dente.

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strisce. Da laganon deriva laganum latino, che Cicerone cita nei suoi scritti. Lagane e sfoglie di pasta conquistarono l’impero e, come spesso accade, ogni popolo adattò le novità alle proprie esperienze. Le prime due date certe nella storia della pasta in Italia sono : 1154, quando in una sorta di guida turistica ante litteram il geografo arabo Al-Idrin menziona “un cibo di farina in forma di fili”, chiamato triyah (dall’arabo itrija, che sopravvive nella lingua moderna e deriva dalla radice tari= umido, fresco), che si confezionava a Palermo e si esportava in botti in tutta la penisola (in Sicilia oggi si trovano ancora la tria bastarda e i vermiceddi di tria; nel Salento la massa e i ciceri e tria; nell’area barese c’è la tridde diminutivo di tria); e 1279, quando il notaio genovese Ugolino Scarpa redige l’inventario degli oggetti lasciati da un marinaio defunto, tra i quali figura anche una “bariscela plena de macaronis”. Sappiamo che Marco Polo tornò dalla Cina nel 1295: viene così sfatata la legenda che sia stato lui ad introdurre la pasta in Italia. Furono gli arabi del deserto ad essiccare per primi le paste per destinarle ad una lunga conservazione, poichè, nelle loro peregrinazioni, non avevano sufficiente acqua per confezionare ogni giorno la pasta fresca. Nacquero così dei cilindretti di pasta forati in mezzo per permettere una rapida essiccazione. La pasta rappresenta un elemento che riveste grande importanza e questo lo testimonia la presenza nel XV secolo tra i generi sottoposti al calmiere. Interessante anche un decreto del vicerè di Napoli del 1509 che stabilisce come, in caso di carestia, guerra e altre calamità, quando il prezzo della farina supera un certo limite, sia proibito fare pasta, salvo per i malati. Nel ‘600, in Italia, si ha l’esistenza di tre grandi centri per la produzione di pasta di semola: Palermo, Napoli e la Liguria. Nel centro e nel nord Italia sono più diffuse le paste all’uovo. Certamente nel 1800 le due capitali della pasta per produzione ed esportazione sono Genova e Napoli. La grande tradizione napoletana della pasta data a partire dal 1600-
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Cosa bolle in pentola? Il caso Barilla: 125 anni di comunicazione sempre al dente.

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Grasso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Casimiro Lieto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 215

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