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Potenzialità dei biocombustibili solidi nelle province italiane

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7 ξ sicure, perché hanno la propria origine in Europa e non sono importate, riducendo pertanto la nostra dipendenza da eventi in altre parti del mondo che sfuggono al nostro controllo. Attualmente l’Europa copre il 50 % del suo fabbisogno energetico con le importazioni: di conseguenza il nostro benessere economico e sociale risulta molto vulnerabile agli eventi internazionali, senza contare che, con il declino dell’industria carbonifera e la resistenza del pubblico all’energia nucleare, la dipendenza dalle energie importate aumenta e, con essa, il rischio di crisi di interruzione dell’approvvigionamento. Il libro verde sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico riporta che, se non si porrà alcun rimedio, entro il 2030 la dipendenza dell’Unione Europea dall’energia importata raggiungerà il 70 %. Per questi motivi, la disponibilità di fonti energetiche rinnovabili interne e diversificate rappresenta una componente essenziale della strategia energetica europea. L’Europa è all’avanguardia mondiale nella messa a punto delle tecnologie e dei sistemi di utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, che però sono ancora poco sfruttate. Riconoscendo l’esistenza di questo problema, il libro bianco del 1997 sulle fonti energetiche rinnovabili ha dato un chiaro segnale politico e ha impresso l’impulso necessario fissando un obiettivo indicativo: il raddoppio del contributo fornito dalle fonti rinnovabili per arrivare al 12 % del consumo energetico lordo europeo, entro il 2010. La direttiva E-FER, intende contribuire a questo obiettivo complessivo del 12 % fissando un obiettivo del 21 % per l’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Nel 2001 il contributo dell’energia elettrica verde al consumo europeo totale è stato pari al 15,2 %, di cui un 10% circa di biomassa solida nel 2001. Naturalmente la direttiva lascia libero ogni Stato di attuare le misure più adatte alla propria situazione. La direttiva riconosce regimi di sostegno per le energie alternative, ed un aspetto importante è che la disciplina comunitaria consente agli Stati membri di poter internalizzare i costi esterni, negli aiuti di Stato3. I produttori di energie rinnovabili sono spesso piccoli, con impianti diffusi su un ampio territorio, come le piccole centrali idroelettriche o gli impianti alimentati a biomassa, ubicati 3 I costi esterni, noti anche come «esternalità», sono i costi finanziari, sociali ed economici che non sono compresi nel prezzo pagato dal consumatore, come ad esempio i costi sanitari e ambientali dell’inquinamento causato dalle centrali a combustibili fossili. Pur non essendo inclusi nella fattura inviata al consumatore, questi costi sono reali e devono essere pagati: di solito vanno a carico della società, che deve fornire servizi sanitari, pulire gli edifici e lottare contro gli effetti del cambiamento climatico.

Anteprima della Tesi di Felice Lucia

Anteprima della tesi: Potenzialità dei biocombustibili solidi nelle province italiane, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Felice Lucia Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2017 click dal 08/07/2005.

 

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