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Il matrimonio romano

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distinzione non vi è traccia neanche negli scrittori letterari latini 9 . Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto il potere (manus) del marito, che acquisiva diritto di protezione e tutela nei confronti della moglie, così che quest‘ultima veniva a trasferirsi nella famiglia del marito, mutando lo status familiae e perdendo iure civili ogni legame con i parenti di prima 10 . Durante la Repubblica ed il primo Impero esistevano tre diverse forme di matrimonio che ponevano la donna sotto la potestà del marito, con 9 Unica apparente eccezione è Quintiliano (Institutiones Oratoriae, 5.10.62), il quale, commentando un passo di Cicerone, usa l’espressione duae formae matrimoniorum. Ma per comprendere il significato esatto dell’infelice terminologia usata dal retore, occorre risalire al passo dell’oratore che egli parafrasava. Cicerone (Topica 3.14) non parlava affatto di due formae di matrimonio, ma di due formae uxorum, volendo con ciò appunto alludere alle due distinte condizioni giuridiche della donna maritata che si trova in manu mariti e della donna maritata che non è invece sottoposta alla manus del marito. 10 E. Volterra, Istituzioni di diritto privato romano, Roma, 15

Anteprima della Tesi di Antonio Lo Iacono

Anteprima della tesi: Il matrimonio romano, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonio Lo Iacono Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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