L'intervento della Forza Multinazionale in Libano nel 1982

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II Le due missioni successive, ognuna con uno specifico mandato, sono guidate dagli Stati Uniti e portate avanti insieme ai contingenti francese ed italiano, con l’aggiunta di uno inglese di supporto nella seconda versione della Forza Multinazionale. L’interazione col sistema multiconfessionale è inevitabile e sarà determinante per l’esito di ogni missione. Viene naturale porsi delle domande: innanzitutto, si tratta di una struttura inter-settaria statica o dinamica? Quali i legami impliciti ed espliciti tenuti da ogni comunità con attori significativi in ambito regionale e globale? Quanto hanno pesato? L’impasse venutasi a creare a livello istituzionale aveva una natura cronica o è scaturita dalla sinergia congiunturale di vari fattori? Infine, una forza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite sarebbe stata più efficace? Per lo meno nell’evitare l’accusa di “intervento”, laddove l’obiettivo “pace” passa in secondo piano. Di conseguenza, quali gli svantaggi ed i vantaggi connessi ad una non-United Nations peacekeeping operation? Sulla base di tali quesiti sarà alla fine possibile valutare l’impatto socio-politico avuto dalla Forza Multinazionale relativamente alla situazione di conflitto (con particolare riferimento al 1982), argomento che costituisce lo scopo centrale della ricerca, per capire se l’intervento è stato in qualche modo efficace nel ripristinare o addirittura nel creare, delle condizioni congeniali a garantire un’esistenza il più possibile pacifica alla Repubblica Libanese ed ai suoi cittadini, indipendentemente da qualsiasi affiliazione confessionale, almeno entro gli schemi del normale gioco politico. È opportuno sottolineare come alla base dell’instabilità del Libano ci sia il conflitto arabo-israeliano e la relativa questione palestinese, come variabili intervenenti nella già complessa realtà socio-politica ed economica del paese dei cedri: a partire dal 1970, privati della “patria” giordana in seguito agli eventi del cosiddetto settembre nero, i pur sempre rifugiati palestinesi (in parte presenti in Libano già dal 1948 in conseguenza del proclamato Stato di Israele) trovano nella formula tipicamente libanese della “libertà nella convivenza” l’insperata opportunità di trasferire le fondamenta politiche del movimento di liberazione, e partecipare della prosperità economica della Repubblica fino a costituire un vero e proprio “Stato nello Stato”.

Anteprima della Tesi di Monia Martini

Anteprima della tesi: L'intervento della Forza Multinazionale in Libano nel 1982, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Monia Martini Contatta »

Composta da 307 pagine.

 

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