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L'interesse a ricorrere nel giudizio di legittimità costituzionale in via principale

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7 l’estinzione del medesimo (ad esempio per sopravvenuta carenza d’interesse). Non essendo questa la sede per occuparsi delle innumerevoli questioni teoriche e applicative che l’interesse a ricorrere ha suscitato nella dottrina processuale civile ed amministrativa 3 , può, invece, essere utile soffermarsi su alcune pronunce del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione che hanno cercato di definire la portata del principio posto dall’articolo 100 c.p.c: “per proporre una domanda o per contraddire alla stessa, è necessario avervi interesse”. L’esistenza dell’interesse ad agire costituisce un requisito per la trattazione nel merito della domanda, anche se limitata all’an debeatur 4 , e consiste nell’esigenza di ottenere un risultato utile giuridicamente apprezzabile, non conseguibile senza l’intervento del 3 Basti pensare alla posizione espressa da S. SATTA, Interesse ad agire e legittimazione, in Foro it., 1954, IV, 169 passim: l’Autore, oltre a considerare un errore l’aver posto, nell’art. 100 c.p.c., interesse ad agire e interesse a contraddire sullo stesso piano, individua un equivoco di fondo: per dare senso all’art. in esame bisognerebbe dimostrare l’esistenza di un interesse processuale distinto dall’interesse sostanziale della cui tutela si tratta, ma “se tale dimostrazione non può essere data è chiaro che l’interesse processuale è una mera illusione, e l’art. 100 resta privo di ogni contenuto e di ogni valore”. Sulla problematica configurazione dell’interesse ad agire nelle azioni costitutive, di condanna e di mero accertamento, la dottrina è vastissima: cfr. tra i tanti G. VERDE, Profili del processo civile. 1- Parte generale, Napoli, 2002, 163; G. MANDRIOLI, Corso di diritto processuale civile.1- Nozioni introduttive e disposizioni generali, Torino, 1995, X ed., 50 alla nota 2); L. LANFRANCHI, Note sull’interesse ad agire, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1972, 1098 passim; M. FINOCCHIARO, Art. 100. Interesse ad agire, in Rassegna di giurisprudenza del codice di procedura civile, a cura di Giorgio e Paolo Stella Richter, Milano, 2002, libro I, tomo II, 939 passim; A. NASI, Interesse ad agire, in Enc. dir., 1972, 22, 29 si domanda, all’inizio del suo contributo, “che ci sta a fare una norma che imponga a chi agisce, e peggio ancora a chi si deve difendere, di avervi interesse? E’ ovvio che colui che agisce, se si decide a farlo, sia convinto di avervi interesse, e se poi in pratica gli si rivela che interesse non ha, tanto peggio per lui, o tanto meglio, a seconda dei punti di vista”. 4 Cfr. Cassazione, 19 agosto 2000, n. 11010 e Cass., Sezioni Unite, 10 agosto 2000, n. 565.
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L'interesse a ricorrere nel giudizio di legittimità costituzionale in via principale

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Informazioni tesi

  Autore: Annamaria Cannella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gino Scaccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 194

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Parole chiave

art. 117 cost.
art. 127 cost.
bilanciamento d'interessi
competenza
comuni
giudizio di legittimità
giudizio in via principale
giustizia costituzionale
interesse a ricorrere
regioni

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