Umano, solo umano - un confronto Nietzsche Spinoza

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10 Quello che noi capiamo è il con-tenuto. Ha il significato che gli daremo. Partiamo sempre dall’essere-con. Se non fosse che una convenzione ritenere l’interno scisso dall’esterno, me autonomo dagli altri, direi che partiamo sempre dall’essere-esterni, dall’essere-altri. La possibilità di creare una differenza interno-esterno viene dal poter costruirsi come tenuto-con significato che formerà con-tenuto. Come nome, aggettivo e verbo, il contenuto in senso lato cambia solo nell’arbitrarietà del significato che gli si attribuisce. Arbitrarietà molto poco volontaria, nessuno può pre- scindere dai propri contenuti. In altre parole, il contenuto di un testo non è che il con-tenuto del lettore, e il tenuto-con dello scrittore, ovvero come esperienza personale di un percorso che nel senso del parti- cipio passato è sinonimo di testo, nel senso del nome equivale a persona 11 ; non si può pensare di scrivere altro, né di leggere altro. Così come il con-tenuto di un libro è qual- cosa che lo scrittore per primo ha avuto la volontà di capire. Come contenuto, in queste righe ci sono proprio io (per quello che questo pronome “personale” ancora può significare). Lo “scrittore” è colui che sta essendo negli occhi di chi sta leggendo. Attraverso questo significato si pensa all’umano non come capiente (capiens, participio presente di capere, capire) ma come contenuto. Chi ti capisce ti tiene-con, anche quando partirai. Così non ti lascia solo; anzi, potrai par- tire perché avrà saputo tenerti. Solo in questo caso possiamo tenerci-con, cioè così pos- siamo capirci. Chiunque resta in chi sceglie di con-tenerlo, in chi sprona a prendere la strada; così ti ama. Ti dà un punto fermo. Ti tiene-con, qui. Ti tiene-con sé; tenere-con qui e tenere- con sé è la stessa cosa. Ti capisce. Tu vai pure. Soprattutto capirsi è un tenere-con, è un essere stati contenuti 12 . Autocoscienza, forse, è capire di essere stati capiti, come possibilità di capir-si. Chi non è stato tenuto-con non ha nulla da cui partire, perché non sa se stesso. È nel tenere-con che possiamo capire gli altri, e questo atto, per quello che comporta, ha sempre un ritorno, un risultato sui nostri significati. Questa azione si risolve in una mag- giore presa di coscienza dei propri contenuti, nel senso della crescita, dell’autocoscienza. 11 In entrambi i sensi, forse non si può essere solo lettori del percorso che si sta facendo (essendo?) e che si è fatto (stati?). 12 Esiste un nesso tra il non capirsi e il non essere stati con-tenuti, o almeno il credere di non esserlo stati.

Anteprima della Tesi di Angela Del Grande

Anteprima della tesi: Umano, solo umano - un confronto Nietzsche Spinoza, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Angela Del Grande Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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