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Giappone: crisi strutturale dell'economia e investimenti diretti in Italia e in Europa

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20 In realtà risulta importante comprendere che il processo è tuttora in atto, ed è quindi maggiormente corretto parlare più di “integrazione internazionale” 29 che di semplice “economia inter-nazionale”. I legami internazionali si sono sicuramente rafforzati negli ultimi decenni, e sarebbe alquanto miope pensare che ciò non conduca a una reale globalizzazione e interdipendenza dei mercati. Tab. 1.3 – Globalizzazione “ideale” e stato effettivo dell’economia Dimensione Globalizzazione “ideale” Stato effettivo COMMERCIO Libertà assoluta di scambio tra regioni. Flussi indeterminati di servizi e materie prime. Barriere tariffarie minime, ma sostanziali barriere non tariffarie e culturali. “Neomercantilismo” regionale. PRODUZIONE La bilancia dell’attività produttiva in ogni regione è determinata soltanto da vantaggi fisici e geografici. La divisione sociale internazionale del lavoro viene sostituita dalla divisione “tecnica” del lavoro. Sostanziale decentralizzazione della produzione. INVESTIMENTI IDE minimi: vengono sostituiti da alleanze commerciali e produttive. Si assiste ad accordi di alleanza tra imprese, ma gli IDE rimangono in misura considerevole. IDEOLOGIA ORGANIZZATIVA Flessibilità nei confronti dei mercati mondiali. Il paradigma della flessibilità è generalmente accettato, ma rimangono ancora pratiche di tipo “fordista”.* MERCATI FINANZIARI Decentralizzato, istantaneo e slegato dalle realtà statali. In questo caso la globalizzazione è stata in gran parte raggiunta. MERCATO DEL LAVORO Libero movimento dei lavoratori. Non esiste identificazione permanente con la realtà locale. Sempre più regolato dallo Stato. Fonte: mio adattamento da: Waters, (1995), tab. 4.1. * Per pratiche di tipo “fordista” si intendono quelle finalizzate alla produzione di massa di articoli standardizzati destinati al mercato “di massa”. Scopo principale è quello di abbattere il costo per unità di prodotto tramite la meccanizzazione intensiva e l’utilizzo di economie di scala. Un ultimo punto interessante su cui soffermarsi è il dibattito riguardante la valutazione della novità di tale fenomeno. Vi sono infatti autori, come Greider 30 , che vedono negli sviluppi degli ultimi anni la nascita di un mondo nuovo. La logica di mercato sembra aver travolto l’inerzia della politica, e sembra aver inaugurato una nuova stagione di grandi trasformazioni sociali. Altri studiosi negano invece la novità del fenomeno, e in ciò si rifanno a quanto accaduto tra la fine del XIX secolo 29 Il concetto di “integrazione internazionale” è ampiamente trattato in Basevi, Calzolari, Ottaviano (2001). 30 Cfr. Greider, (1997).
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Giappone: crisi strutturale dell'economia e investimenti diretti in Italia e in Europa

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Informazioni tesi

  Autore: Yari Simone Prete
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Vittorio Valli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 250

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