La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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16 Il contenuto di tali trattati era costituito da norme che tutelavano la nazionalità di persone che si trovavano a vivere nei nuovi Stati. Il primo diritto loro riconosciuto era quello di scegliere se avere o meno la cittadinanza del paese “ospitante”in base a due criteri, potendola ottenere ove essi avessero in tale Stato la loro residenza abituale oppure se all’epoca della nascita i genitori delle persone in questione erano residenti in quel territorio. In mancanza di tali dati veniva applicato il principio dello jus soli, cioè la persona “minoritaria”poteva ottenere la cittadinanza del posto ove era nata. I diritti garantiti alle minoranze si eguagliavano in tutti i trattatii: veniva loro assicurata la tutela della vita e della libertà, di opinione e di religione (purché non violasse il principio dell’ordine pubblico), ma soprattutto era garantita l’autonomia linguistica, permettendo l’uso della lingua materna anche in ambienti pubblici, (per rafforzare tale principio lo Stato era obbligato a sovvenzionare le scuole “minoritarie”, e permettere la formazione di istituzioni economiche, sociali e religiose appartenenti alle minoranze nazionali). In aggiunta alle libertà e ai diritti fondamentali, in ciascun trattato era stata predisposta una clausola speciale, tesa a garantire il principio di non-discriminazione, impedendo privilegi basati sull’appartenenza etnica, e riaffermando il principio di uguaglianza di fronte ai diritti civili e politici per tutti i cittadini dello Stato in questione. Per dare un’idea concreta della forma e del contenuto di tali trattati, possiamo prendere in considerazione quello della Polonia 11 . Il Trattato distingueva le persone da tutelare in tre gruppi: gli abitanti (les habitants), i cittadini (les ressortissants) ed i membri delle minoranze etniche. L’articolo 8, a proposito delle minoranze, assicurava che i diritti garantiti per tale gruppo valevano solo per i cittadini polacchi; mentre coloro che disponevano di un’altra cittadinanza, ma erano residenti in Polonia, avevano il diritto di scegliere se mantenere la cittadinanza straniera o accettare quella polacca. Alle minoranze era garantito, all’art.7, l’uso della lingua madre innanzi alle autorità giudiziali. Gli art.8-9 sancivano alcuni diritti specifici, come la libertà di lingua e disciplinando il diritto all’istruzione primaria in lingua madre nelle aree particolarmente popolate da tale minoranza e garantendo agli art.10 e 11, molti diritti alla minoranza ebraica. Possiamo vedere come i trattati sulle minoranze, almeno dal punto di vista teorico, si impegnavano nel far rispettare i 11 A. Akermark, Minority Protection in the League of Nations, in A. Akermark ,Justifications of Minority Protection in International Law, Gothemburg, 1997, p. 106.

Anteprima della Tesi di Luca Carapelli

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Carapelli Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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