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La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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19 questione ed interveniva direttamente sul Governo in questione, raccomandandogli di rispettare i trattati e i diritti previsti per le minoranze. Tuttavia, il Sistema di petizione aveva la stesso difetto di tutta la S.d.N, ossia la debolezza dell’elemento coercitivo, necessario per imporre al Governo accusato la raccomandazione: restava all’intera volontà dello Stato in questione modificare la situazione ritenuta dal Consiglio vessatoria e discriminatoria verso la minoranza interessata. Per quanto riguarda la Corte Permanente, a questa non era attribuito alcun ruolo decisivo, né le minoranze potevano accedervi direttamente, piuttosto tale organo poteva esprimersi sulle interpretazioni dei trattati. Per avere un’idea di quanto fosse stato gravoso il lavoro e di quanto effettivamente la questione delle minoranze era problematica durante quel periodo, va tenuto presente che su circa 900 petizioni pervenute innanzi al Comitato, 500 furono ritenuto ricevibili e 16 passarono all’esame del Consiglio 15 . I contenuti di queste petizioni erano assai vari: spesso erano singoli individui che avevano subito discriminazioni nell’ambiente di lavoro, oppure discriminazioni religiose o anche economiche, quali la mancata assegnazione di un sussidio dovuto a riforme agrarie a svantaggio di proprietari appartenenti ad una certa etnia 16 . La S.d.N. , in questi casi, fu assai attiva, infatti quasi tutti i ricorsi individuali furono risolti e le violazioni represse, come avvenne per un precedente caso famoso nella giurisprudenza del tempo, il c.d. caso “Minority Schools in Albania” 17 , ove la Corte Permanente di Giustizia concluse che lo Stato suddetto si doveva impegnare a riaprire le scuole gestite dalla minoranza greca, precedentemente chiuse da un provvedimento statale, offrendo la necessità di garantire il principio di eguaglianza di fatto e di diritto: “equality in law precludes descrimination of any kind, whereas equality in fact may involve the necessity of different treatment…”. La Corte intervenne con altri advisory opinions 18 , come nel caso degli scambi di popolazioni tra Grecia e Turchia,ove nella fattispecie 19 cercò di impedire tale fenomeno facendo 15 Sono stime compiute dal Segretario della S.d.N tra il 1920 e 1940. 16 De Azcarate, The League of Nations and National Minorities, Parigi, 1970, pp. 66 ss.. 17 Minority Schools in Albania, 1935, PCIJ Ser.A/B, NO.64,17. 18 Esempi: PCIJ, Series B, No.6, 1923, Settlers of German origin in Poland; Series B, No.17, 1930, The interpretation of the Convention between Greece and Bulgaria respecting reciprocal emigration. 19 PCIJ, Series B, No. 19, 1925, The Exchange of Greek and Turkish Populations.
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La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Carapelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Riccardo Proff. Pisillo Mazzeschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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Parole chiave

conflitti etnici
consiglio d'europa
diritti umani
minoranze etniche
minoranze nazionali
osce
repubbliche baltiche
unione europea

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