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Stima del capitale sotto rischio di assicurazioni e banche: le nuove normative europee a confronto

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7 qualitativi, alle Autorità di vigilanza, idonei a controllare le condizioni di solvibilità in cui operano le imprese. Il Solvency II dovrebbe assicurare una maggiore coerenza tra i settori finanziari, allo scopo di predisporre una vigilanza prudenziale più efficiente dei gruppi assicurativi e dei conglomerati finanziari, conducendo ad una crescente armonizzazione dei metodi in questione. L’obiettivo della vigilanza, nel definire i requisiti patrimoniali, è fornire un cuscinetto contro gli avvenimenti avversi e una base per un indicatore di solvibilità con una capacità di previsione precoce. È altresì desiderabile che i requisiti patrimoniali siano strettamente correlati con il profilo di rischio specifico della compagnia. Il Solvency II è stato diviso in due fasi. La prima è terminata nel dicembre 2002 e, come previsto inizialmente, il Sottocomitato Solvibilità ha discusso le questioni preparate dai servizi della Commissione ed ha visionato lo studio commissionato alla KPMG, nonché le relazioni dei gruppi di lavoro che aveva istituito come rappresentanti delle Autorità di vigilanza ed incaricato di trarre gli opportuni insegnamenti dalle difficoltà incontrate dalle imprese di assicurazione nel recente passato. Inoltre, il futuro sistema di solvibilità dovrà prendere in considerazione i nuovi principi contabili internazionali (IFRS) e i recenti cambiamenti nella disciplina dei requisiti patrimoniali nel settore bancario. Per le banche, il Comitato di Basilea ha ritenuto necessario un miglioramento del Primo Accordo, introducendo nuove possibilità per il calcolo dei requisiti patrimoniali minimi (uso di rating interni) e una nuova tipologia di rischio (il rischio operativo), e sostenendo la disciplina patrimoniale, quantitativa, con norme di tipo qualitativo (secondo e terzo pilastro). I capitoli centrali si soffermano sul confronto effettuato tra il progetto Solvency II e il processo di gestione dei rischi definito dal Comitato di Basilea, al fine di delineare un quadro regolamentare coerente per banche, assicurazioni e altri operatori finanziari, nel rispetto delle loro diversità. Si è cercato di capire quanto fosse possibile riversare nel settore assicurativo i concetti introdotti dalla regolamentazione patrimoniale bancaria. Nello specifico, si è voluto approfondire l’eventuale trasposizione di alcuni metodi di calcolo dei requisiti minimi, relativi al rischio di credito, al rischio di mercato e al rischio operativo. Si è analizzata la possibilità di prevedere, anche per le compagnie
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Stima del capitale sotto rischio di assicurazioni e banche: le nuove normative europee a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Bonanomi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Federica Pizzaballa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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