La morale di Nietzsche

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

II dell’eterno ritorno – riattualizzazione di un’antica visione del mondo al culmine della modernità – in cui si rovescia la verità del nichilismo, che è la svalutazione di tutti i valori supremi. In essa, tuttavia, si manifesta una contraddizione tra un’ottica “antropologica” ed una “cosmologica”, ossia tra la libertà dell’uomo e la necessità della natura. Egli puntava sull’eterno ritorno come distruzione di tutto il finalismo storicistico che accomuna le interpretazioni degli anni Trenta, incentrate sul tema del nichilismo. Nell’interpretazione esistenzialistica di Jaspers, la verità della filosofia di Nietzsche, o meglio, del suo “filosofare”, non consiste in una determinata dottrina, ma è da ricercarsi nello stesso essere in cammino, vale a dire nel movimento trascendente del suo pensiero che relativizza tutte le posizioni e le dottrine, dal superuomo, alla volontà di potenza, dall’eterno ritorno, alla volontà di verità. Lukàcs sostiene che il pensiero di Nietzsche si costituisce in aperta antitesi verso il socialismo e la democrazia e lo considera un estremista di destra, ma sbaglia quando cerca di giudicare in termini attuali la politica nietzscheana. L’immagine più popolare del filosofo è, però, sicuramente quella proposta da Heidegger, negli anni Trenta: Nietzsche è visto come colui che porta a compimento la tradizione metafisica iniziata con Platone, e tuttavia è indicato come il “platonico più sfrenato”, in quanto, pur avendo rovesciato il platonismo, sarebbe rimasto dentro l’orizzonte di quel pensiero. L’interpretazione di Heidegger, pertanto, come quelle di Jaspers e Lowith, s’inserisce nel solco delle grandi interpretazioni di Nietzsche, tuttavia l’interesse di Heidegger nei confronti di Nietzsche va oltre i confini di una mera interpretazione: egli non vuole ricostruirne storiograficamente il pensiero, ma elabora una complessa strategia di appropriazione-distacco delle dottrine nietzscheane, volta a coglierne la logica interna e a sollecitarne una formulazione più radicale. Non solo la sua lettura del testo nietzscheano è in funzione del progetto filosofico che va elaborando, ma egli pensa “in parallelo” con Nietzsche, in una continua e serrata interrogazione. La “cosa in questione” è il problema dell’essere, che, secondo Heidegger, Nietzsche ha in comune con la tradizione della metafisica occidentale. Per Heidegger, Nietzsche è il filosofo nel quale la metafisica occidentale si raccoglie e si compie secondo una prospettiva decisiva. Infatti, in quanto la sua filosofia rappresenta la fine della metafisica, vi si attua il massimo e più profondo raccoglimento, cioè il compimento di tutte le posizioni di fondo essenziali della filosofia occidentale. In questo senso, Nietzsche è un “destino”, non però della sorte del singolo, bensì della storia dell’epoca moderna quale epoca finale dell’Occidente. Nietzsche è un pensatore “essenziale”, poiché il suo pensiero mira ad un’unica, suprema decisione, che diventa il fondamento di tutta la storia, che verte tra il predominio dell’ente e il dominio dell’essere. Sièpotutoassistereaddiritturaallapresenzadiunanuovareligione,dicui Nietzsche sarebbe stato il profeta, tesa soprattutto alla costruzione di un nuovo avvenire per il mondo e per l’uomo. Come dimenticare poi la presenza di movimenti che hanno utilizzato il filosofo per giustificare l’eugenetica, il razzismo, la stessa dittatura del terzo Reich? Nietzsche non accettò l’insulsa dottrina professata dalla

Anteprima della Tesi di Fabio Sacco

Anteprima della tesi: La morale di Nietzsche, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Sacco Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10182 click dal 15/04/2005.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.