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La morale di Nietzsche

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21. COME IL «MONDO VERO» FINÌ PER DIVENTARE FAVOLA Storia di un errore 1. Il mondo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, -egli vive in esso, lui stesso è questo mondo. (La forma più antica dell’idea, relativamente intelligente, semplice, persuasiva. Trascrizione della tesi «Io, Platone, sono la verità»). 2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso(«al peccatore che fa penitenza»). (Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile- diventa donna, si cristianizza…). 3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo: l’idea sublimata, pallida, nordica, konigsbergica). 4. Il mondo vero- inattingibile? Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, anche sconosciuto. Di conseguenza neppure consolante, salvifico, vincolante: a che ci potrebbe vincolare qualcosa di sconosciuto?… (Grigio mattino. Primo sbadiglio della ragione. Canto del gallo del positivismo). 5. Il «mondo vero» -un’idea, che non serve più a niente, nemmeno più vincolante- un’idea divenuta inutile e superflua, quindi un’idea confutata:eliminiamola! (Giorno chiaro; prima colazione; ritorno del bon sens e della serenità; Platone rosso di vergogna; baccano indiavolato di tutti gli spiriti liberi). 6.Abbiamo tolto di mezzo il mondo vero: quale mondo ci è rimasto?forse quello apparente?… Ma no!col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente! (Mezzogiorno; momento dell’ombra più corta; fine del lunghissimo errore; apogeo dell’umanità; INCIPIT ZARATHUSTRA). 1 Questo è un passo che dovremo tenere per punto fermo lungo tutta questa dissertazione e il nostro compito sarà perciò quello di portare alla luce ciò che Nietzsche ha espresso spesso tramite aforismi, non per costruire un sistema, ma per approfondire la sua concezione di vita, tanto spesso anche contraddittoria proprio perché vita vissuta. Simmel capisce questa caratteristica allorché afferma: ”Per Nietzsche si tratta, allora, di trasportare il fine carico di senso della vita, che era divenuto illusorio perché posto nel suo luogo al di fuori della vita, come per una rotazione all’indietro, nella vita stessa. Questo non poteva accadere in modo più radicale che per mezzo di una immagine della vita, in cui la sua elevazione autonoma, la semplice realizzazione 1 Nietzsche, Cr, pagg.46-7. Lukacs G., La distruzione della ragione, Einaudi, Torino, 1959(1954), pagg387-90, riguardo il suo agnosticismo gnoseologico, esprime il rapporto tra Nietzsche e il machismo, concludendo che in fondo il suo non è altro che un attacco al socialismo.

Anteprima della Tesi di Fabio Sacco

Anteprima della tesi: La morale di Nietzsche, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Sacco Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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