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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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12 semirurale di vigne, orti e vegetazione spontanea 22 . I due settori della città, abbiamo detto, conobbero destini diversi: da una parte il fenomeno è spiegabile nelle diverse possibilità altimetriche offerte da due contigui siti fisici, dall'altra nella presenza di infrastrutture più antiquate e rudimentali in un settore e più moderne nell'altro 23 . Nel 728-29 Bologna fu occupata dai Longobardi, che si sistemarono fuori dalla città, a ridosso della cerchia di selenite dalla parte orientale, con lo scopo evidente di controllare le vie che portavano verso l’Esarcato, da cui poteva venire un contrattacco bizantino: l’addizione longobarda si attestò presso il complesso di S. Stefano, dove forse già esisteva un acquartieramento bizantino 24 . Molto diverso fu nella parte occidentale lo sviluppo dei borghi extramurali, formatisi lungo le linee radiali, evidentemente perché i terreni immediatamente adiacenti alle mura erano già stati messi a coltura ed in parte occupati da quelle fondazioni pie che sono documentate dopo il Mille. La fase longobarda durò meno di cinquant’anni (nel 774 Carlo Magno si impossessava di Bologna), eppure lasciò segni visibili sul corpo della città, soprattutto nell’accentuarsi della differenziazione tra i due settori orientale e occidentale della città, ravvisabile anche a livello linguistico: appartiene a questo periodo la ripartizione della città in guaitae anziché in horae 25 . Nel periodo altomedievale e nella prima età comunale esisteva, infatti, un tipo di ripartizione basata su una divisione duodecimale in settori corrispondenti alle dodici ore del giorno e della notte 26 : il termine hora ha resistito a Bologna come sinonimo di porta. 22 Come ci ricorda anche M. Fanti, nel suo testo Le vie di Bologna. Saggio di toponomastica storica e di storia della toponomastica urbana, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1974, le vie di questo settore riportano ancora il ricordo di quel periodo: si pensi a via Cà Selvatica, via Frassinago. 23 G. Ricci, Bologna cit., pp 22-23 24 Per l’occupazione longobarda, si rimanda a A. Benati, Bologna dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente alla lotta per le investiture (secoli V-XI), in Storia di Bologna cit., pp. 103-106. 25 Si rimanda a A. I. Pini, Le ripartizioni territoriali urbane di Bologna medievale. Quartiere, contrada, borgo, morello e quartirolo, in «Quaderni culturali bolognesi»,a cura di G. Roversi, I, Bologna, Atesa 1977, pp. 15-16 26 Questo tipo di ripartizione era improntato sulla divisione che i cosmografi dell’antichità utilizzavano per le loro proiezioni cartografiche.
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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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Informazioni tesi

  Autore: Mariachiara Montera
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Franco Farinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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