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Socialismo e cultura in Italia nel periodo della Seconda Internazionale

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Lo studio dell’editoria si presentava in primo luogo come il tentativo di comprendere il socialismo inteso dalle classi dirigenti e dagli intellettuali di estrazione borghese. Questi non conoscevano, fondamentalmente, i testi di Marx ed Engels. Il problema era se questo dato permettesse di limitare la loro adesione al partito ad una semplice trasposizione nella concezione del socialismo dei valori lasciati in eredità dalla cultura positivista e democratica o, al contrario, come sostenuto generalmente dai nuovi studi sulla cultura socialista, si potesse comunque identificare il primo nucleo dell’elaborazione e della diffusione del concetto di coscienza di classe. Esemplare il caso dello scrittore Edmondo De Amicis, la cui interpretazione divise gli storici tra chi gli attribuiva un giudizio di adesione al socialismo blanda e sentimentale e chi, invece, ne sottolineava la profonda cognizione del socialismo e l’adattamento letterario e propagandistico delle conoscenze 27 . Se i cataloghi degli editori e i libri pubblicati mostravano una forte semplificazione del messaggio socialista, è anche vero che il socialismo in Italia si diffuse per mano di intellettuali borghesi che considerarono di dover adattare i messaggi comunicati alle possibilità di recezione delle masse. Infatti se i libri erano destinati alla fruizione diretta di chi poteva leggere, quindi soprattutto alla piccola e media borghesia, i concetti e le idee raggiungevano, tramite questo filtro, sicuramente anche le masse 28 . Lo studio della circolazione del materiale stampato dall’editoria socialista, dagli opuscoli direttamente legati alla propaganda ai romanzi di letteratura amena, seppur limitato a quanto venisse proposto e si volesse far leggere, era il tramite per conoscere quanto effettivamente venisse fornito, in termini culturali, al militante socialista di base per ritenersi tale. Con buona approssimazione, era possibile ritenere, tramite questa via di ricerca, di poter conoscere quali fossero i valori identificanti di un militante socialista, anche se analfabeta 29 . 27 Poli della discussione Giorgio Bertone (cfr. Id., “Parlare ai borghesi”: De Amicis, il “Primo Maggio” e la propaganda socialista, «Movimento operaio e socialista», n. s., 3 (1980), n. 2-3, pp.155-173) e Sebastiano Timpanaro (cfr. Id., Il socialismo di Edmondo De Amicis: lettura del “Primo maggio”, Verona, Bertani, 1983). 28 Cfr. S. Dominici, La cultura socialista nell’età liberale, cit., p. 237. 29 Cfr. R. Pisano, Editoria popolare e propaganda socialista in Italia fra Otto e Novecento: gli opuscoli di «Critica sociale», «Studi storici», 25 (1984), n. 2, pp. 370-5. 11
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Socialismo e cultura in Italia nel periodo della Seconda Internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Rotella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Gabriele Turi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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