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Ius ad bellum e ius in bello nel conflitto tra Stati Uniti e loro alleati contro l'Iraq

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IUS AD BELLUM E IUS IN BELLO NEL CONFLITTO TRA STATI UNITI E LORO ALLEATI CONTRO L’IRAQ 4 L’imposizione duratura - dodici anni – delle no-fly zones sarà formalmente dichiarata dalla Russia e dalla Cina una violazione diretta della sovranità territoriale dello Stato iracheno da parte anglo-americana. I dubbi della dottrina internazionalistica riguardarono la base giuridica delle due zone di non sorvolo. Chi sostenne la legittimità della loro istituzione, tra i quali lo stesso Segretario Generale delle Nazioni Unite, rilevò che esse costituivano un uso della forza autorizzato dal Consiglio di Sicurezza conseguentemente alla violazione da parte irachena del cessate il fuoco disposto dalla Risoluzione 687 (1991), che di per sé non autorizzava l’uso della forza ma che permetteva un richiamo alla Risoluzione 678 (1990) sulla quale gli Stati alleati fondarono, a suo tempo, l’intervento contro l’Iraq 6 . Il 17 giugno 1991, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò la Risoluzione 699, con la quale al mandato della missione UNSCOM affiancò quello dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), per le operazioni di monitoraggio della distruzione degli arsenali di armi di distruzione di massa in Iraq 7 . I rapporti tra UNSCOM ed Iraq furono sempre molto difficili. L’Iraq cercò di ostacolare costantemente le operazioni degli ispettori, nonostante le plurime risoluzioni ad hoc di condanna del Consiglio di Sicurezza. L’Iraq, inoltre, accusò gli ispettori dell’UNSCOM di non essere imparziali. L’esperienza dell’UNSCOM si caratterizzò, comunque, per la distruzione di un certo quantitativo di armi proibite dalla parte C della Risoluzione 687. Con la Risoluzione 1051 del 27 marzo 1996 entrò in vigore un sistema di controllo delle esportazioni ed importazioni irachene, un provvedimento reso necessario dalla scoperta in Giordania, nel novembre dell’anno 6 Per una breve analisi della questione della legittimità giuridica delle zone di non sorvolo nel nord e nel sud dell’Iraq si veda N. RONZITTI, Diritto internazionale dei conflitti armati, Torino, 2001, pp. 266-267; sull’uso della forza da parte delle forze alleate successivamente alla fine delle ostilità si veda, più ampiamente, C. GRAY, After the Cease- Fire: Iraq, the Security Council and the Use of Force, in British Yearbook of International Law, 1994, pp. 160-169. 7 Si veda D. BYMAN, A farewell to arms inspections, in Foreign Affairs, 2000, p. 122.
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Giuseppe Sfregola
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Carlo Focarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 225

FAQ

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