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La lingua dei diavoli nell'Inferno dantesco

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XI Hac forma locutionis locutus est Adam; hac forma locutionis locuti sunt omnes posteri eius usque ad edificationem, turris Babel, que «turris confusionis» interpretatur ; hanc formam locutionis hereditati sunt filii Heber, qui a beo dicti sunt Hebrei. Hiis solis post confusionem remansit, ut Redemptor noster, qui ex illis oriturus erat secundum humanitatem, non lingua confusionis, sed gratie frueretur. Fuit ergo hebraicum ydioma illud quod primi loquentis labia fabricarunt. 10 Dante presume, quindi, che il primo uomo alle origini parlò la lingua ebraica, l’unica ad essersi conservata come lingua della grazia dopo la confusio babelica. Nel capitolo successivo del De Vulgari il poeta spiega ancora meglio l’impresa della torre, identificandola come un atto folle di superbia: O semper natura nostra prona peccatis! O ab initio et nunquam desinens nequitatrix! Num fuerat satis ad tui correptionem quod, per primam prevaricationem eluminata, delitiarum exulabas a patria? … Ecce, lector, quod vel oblitus homo vel vilipendes disciplinas priores, et avertens oculus a vibicibus que remanserat, tertio insurrexit ad verbera, per superbam stultitiam presumendo. … cum celitus tanta confusione percussi sunt ut, qui omnes una eademque loquela deserviebant ad opus, ab opere multis diversificati loquelis desinerent et nunquam ad idem commertium conveniret. … Quot quot autem exercitii varietates tendebant ad opus, tot tot ydiomatibus tunc genus humanum disiungitur, et quanto excellentius exercebant, tanto rudius nunc barbariusque 10 DVE I vi: «In questa forma di parlare Adamo parlò; e poi tutti i discesi da lui fino alla edificazione della torre babelica, o vogliam dir la torre della confusione; questa forma ereditarono i figliuoli di Eber che da lui Ebrei furono detti, e a’ quali solamente, dopo la confusione, si rimase, perché il Redentor nostro, che di essi doveva sortire, usasse, siccome uomo, la lingua della grazia, non quella della confusione. Fu dunque l’ebraico idioma quello che nacque in su le labbra dell’uomo che primo parlò».
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La lingua dei diavoli nell'Inferno dantesco

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Informazioni tesi

Autore: Valeria Pilone
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2003-04
Università: Università degli Studi di Foggia
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Lettere
Relatore: SebastianoValerio
Lingua: Italiano
Num. pagine: 118

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