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Il governo della parrocchia

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA 7 primis il fonte battesimale, resta per lungo tempo affidata alla competenza esclusiva del vescovo urbano, costringendo i fedeli a lunghe peregrinazioni. Si formano così le prime parrocchie rurali, che saranno contraddistinte da un poliformismo strutturale ed organizzativo, causato da molteplici fattori. Dal punto di vista territoriale si può osservare che mentre il Mezzogiorno è caratterizzato dalla presenza di numerosi centri abitati, secondo il modello delle città-stato, esportato dai Greci colonizzatori, nel Settentrione troviamo, invece, grandi agglomerati urbani, la cui popolazione comincia a spostarsi nello sterminato territorio rurale circostante. In risposta a tale organizzazione territoriale si svilupperanno, al sud, le parrocchie, dotate di fonte battesimale 12 , mentre, al nord, compariranno le pievi 13 , chiese battesimali giuridicamente caratterizzate, preposte al controllo delle chiese minori disseminate per il territorio. Il modello plebano, sorto verso la fine del V sec. e rimasto in auge fino agli inizi del XII sec., offre, almeno nel suo periodo di maggior sviluppo, la più alta immagine di “partecipazione democratica” 14 al governo ecclesiale, da parte del populus ductus, che la Chiesa abbia mai conosciuto nel corso della sua lunga storia. 12 Ibidem. L’A. sottolinea come il fonte battesimale, ossia il diritto di battezzare un soggetto per consentirgli l’ingresso nella comunità dei fedeli, sia elemento giuridicamente connotativo di un centro pastorale autonomo e prodromico alla concessione dell’ amministrazione degli altri sacramenti. 13 Zanotti, Dal pagus alla plebs, in Bollettino società Torricelliana di Scienze e Lettere, 44 (1993), invita a non confondere la pieve con altre ecclesiae locali quali la matrice battesimale, sviluppatasi nel meridione e priva solitamente di succursali, o la basilica, eretta per la custodia delle reliquie dei santi, o la parrocchia, che nascerà a seguito di un processo di scissione delle cappelle dalle pievi madri, o,infine, dal monastero, inteso non come la residenza di una comunità monastica, ma come chiesa affidata alla cura di un solo sacerdote, mentre la pieve era caratterizzata da una gestione conciliare. 14 L’espressione è di Zanotti, op. cit., pag. 149.

Anteprima della Tesi di Nicola Delpino

Anteprima della tesi: Il governo della parrocchia, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nicola Delpino Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.