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Ridere per far bene a se stessi o per far ridere gli altri? L'umorismo nella clownterapia

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14 1.1. Il senso dello humor L’umorismo non potrebbe esistere se non ci fosse il cosiddetto senso dello humor, considerata come l’attitudine necessaria per saper ridere delle situazioni ridicole. Non tutte le persone intelligenti sono spiritose, in quanto avere un carattere spiritoso (senso dello humor) significa possedere una prontezza al divertimento, facilità al riso, capacità di cogliere il lato insolito e ilare delle situazioni; l’abilità umoristica è considerata, anche, come l’abilità a percepire, in modo umoristico, la relazione tra elementi apparentemente incongrui; essa fa riferimento a due elementi specifici. 1. La memoria umoristica: capacità di immagazzinare e riproporre espressione argute e di raccogliere informazioni umoristiche. 2. La cognizione umoristica: abilità di elaborare nuove informazioni, capacità di ragionare in senso spiritoso. Alcuni risultati sperimentali hanno dimostrato che esiste una relazione significativa tra ragionamento umoristico e abilità verbale e tra ragionamento umoristico e memoria umoristica (immagazzinamento di informazioni umoristiche). La correlazione non sembra significativa, tra conoscenza umoristica ed abilità cognitiva generale: quindi, le due competenze sono distinte. Avere senso dello humor indica un atteggiamento scherzoso ed un’abilità cognitiva, che consente di comprendere ed enfatizzare le incongruenze (Cfr. Gullotta G., Forabosco G., Musu M.L. 2001). Bokun (1997), approfondisce il tema dell’incongruità, definendo

Anteprima della Tesi di Andreina Rossitto

Anteprima della tesi: Ridere per far bene a se stessi o per far ridere gli altri? L'umorismo nella clownterapia, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andreina Rossitto Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.