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Evidenza empirica sul Value at Risk

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9 1.1.1 - Le tipologie di rischio. Quali sono le principali tipologie di rischio a cui sono sottoposte le istituzioni finanziarie? Il Comitato di Basilea 2 e lo IOSCO 3 , in un documento prodotto nel 1994 sulla gestione dei rischi e dei prodotti derivati trattati su mercati non regolamentati, hanno identificato e classificato sette categorie di rischio: 1) RISCHIO DI MERCATO 4 . Fa riferimento all’ammontare che può essere perduto da una posizione, sia di investimento che di raccolta (attività o passività finanziarie), a causa delle fluttuazioni del prezzo di mercato della stessa. La variazione del prezzo di mercato può essere originata da due ordini di fattori indicati come rischio generico e rischio specifico 5 . Il rischio generico è dovuto ad alcuni fattori di rischio macroeconomico, come l’andamento del PIL, dell’inflazione o dell’indice di borsa, ed è comune ad ogni titolo; il rischio specifico è invece strettamente connesso allo strumento preso in esame ed è indipendente dalla situazione generale del mercato. Il rischio di mercato incide su titoli di investimento e contratti di ogni tipo: 2 Il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria è composto da rappresentanti di autorità di vigilanza dei paesi del gruppo dei dieci (G-10). 3 La sigla sta per International Organization of Securities Commissions, che rappresenta l’organizzazione internazionale che raggruppa le autorità di vigilanza dei principali mercati mobiliari del mondo. E’ stata costituita nel 1987. 4 Nella prassi operativa i rischi di mercato tendono ad essere identificati con quelli del portafoglio di attività finanziarie e di strumenti derivati detenuti dalle banche per scopi di negoziazione. 5 Cfr. E. Saltari, “Introduzione all’economia finanziaria”, NIS, 1997.

Anteprima della Tesi di Edoardo Cingolani

Anteprima della tesi: Evidenza empirica sul Value at Risk, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Edoardo Cingolani Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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