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La rappresentazione dello spazio nel 400

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LA RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO NEL ‘400 5 INTRODUZIONE La prospettiva ci interessa come fatto storico in quanto oggi è difficile riuscire a non pensare in termini prospettici, soprattutto per noi occidentali, in quanto non bisogna dimenticare che le proiezioni centrali appartengono solo alla cultura occidentale. Infatti, come le terre occidentali erano e continuano ancora a essere pervase dalla prospettiva, così in quelle orientali furono le proiezioni parallele (più comunemente note con il nome di assonometria) a dominare tutti gli ambiti della rappresentazione. Il legame tra le questioni geometriche presentate e la storia dell’arte attraverso le figure di Leon Battista Alberti e Piero della Francesca aggiunge spessore e significato ai temi trattati, dimostrando ancora una volta la convergenza tra le varie discipline. Convergenza che è palesemente inverata nella figura di Leonardo genio insuperabile che riuscì a primeggiare sia in campo artistico che in quello scientifico. Per gli artisti del Quattrocento il primo requisito di un pittore era la conoscenza della prospettiva, Piero della Francesca identificava praticamente la pittura con la prospettiva. La prospettiva diede quindi agli artisti del Rinascimento i mezzi per organizzare spazialmente una scena e "produrre una efficace illusione di profondità". Detto questo, si deve ricordare, come sostiene P. Francastel, che «(...) credere al realismo della prospettiva e come credere che un solo gruppo linguistico esprima tutti i bisogni semantici dell’umanità 2 », affermando con questo che lo spazio del Rinascimento è solo un sistema determinato dalla somma di certe conoscenze per cui bisogna intenderlo in funzione delle consuetudini sociali, economiche, scientifiche, politiche e dei costumi del tempo in cui fu concepito. Oltre a razionalizzare la rappresentazione dello spazio e a fornire un'illusione di profondità, la prospettiva fornì i mezzi per attirare l'attenzione dello spettatore o sulla figura o sull'azione cui si voleva dare importanza nel dipinto. L'occhio dell'osservatore viene quindi guidato attraverso un percorso di lettura del quadro, la sua percezione infatti è portata a leggere, per prima cosa, l'oggetto rappresentato nel punto di fuga centrale e, successivamente, il resto della composizione; in tal modo è anche possibile ottenere una scansione temporale nella lettura dell'opera. Tenendo conto di tutto ciò le esercitazioni che saranno sviluppate dagli allievi avranno il compito di saldare insieme gli aspetti scientifici del metodo con quelli artistici, dimostrando ancora una volta la convergenza tra le discipline già esposta. Il doppio percorso proposto nelle esercitazioni ha un’ulteriore fine, ovvero quello di stimolare gli allievi a sviluppare sia le loro capacità induttive sia quelle deduttive. 2 P. Francastel, “Lo spazio figurativo dal rinascimento al Cubismo”, Einaudi Torino, 1967, pag. 124.

Anteprima della Tesi di Giovanni D'amico

Anteprima della tesi: La rappresentazione dello spazio nel 400, Pagina 3

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Giovanni D'amico Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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