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Analogia e anomalia in Marziano Capella

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13 percepita come possesso caratteristico del buon cittadino, non più, quindi, come successo d’apprendimento di un’arte particolare, e si afferma proprio per il suo carattere di naturalezza, venendosi spesso a costituire come termine di paragone con quanto sostenuto da Cesare 31 (specialmente in merito dei due principia di analogia e anomalia). Anche l’autore della Rhetorica ad Herennium rientra nel novero delle fonti per questo tipo di riflessioni [Latinitas est, quae sermonem purum conservat, ab omni vitio remotum, in IV 12.17], mentre vale ricordare la concezione epicurea del linguaggio che si afferma nel De rerum natura di Lucrezio: at varios linguae sonitus natura subegit/ mittere, et utilitas expressit nomina rerum [V 1028-1029] 32 . L’origine naturale della lingua è comunque presente anche a Varrone, che la pone alla base della stessa attendibilità di analogia [IX 62-63], affiancandovi come ugualmente necessario e inseparabile l’usus [IX 70]. In questo senso, allora, la stessa natura si fa termine di collegamento e di conciliazione nel dibattito analogia/anomalia: come quotidiano campo di ricerca della Latinitas, si pone come fondamento della concreta verifica tanto della regolarità del linguaggio quanto della libera creatività di cui quest’ultimo verrebbe a subire talvolta l’influenza, in ragione della specificità del contesto socio-linguistico di riferimento. Da quanto è stato possibile considerare per l’evoluzione della querelle qui considerata relativamente al ruolo cardine svoltovi da Varrone, e di quella che ne sarà la successiva tradizione nel mondo latino, risulta, in sintesi, che le anomalie linguistiche delle quali si valevano le tesi di Pergamo per osteggiare qualsiasi sistemazione della lingua in strutture morfologiche regolari e costanti (ratio, regula) non provano più, da Varrone in avanti, la necessaria assenza d’applicazione dell’analogia (proportio) di tipo alessandrino. Tali incongruenze, piuttosto, vanno ritenute come direttamente dovute alla natura stessa della parola o dal suo utilizzo pratico nel tempo (usus, consuetudo). La contemporanea ricerca di un livello linguistico ideale, connotato dai caratteri distintivi di un’identità specifica (Latinitas), si orienta sempre più nel senso di un processo di normalizzazione, funzionale alle esigenze comunicative (utilitas), con un successo decretato dell’analogia (intesa più come criterio metodologico, di verifica delle forme dubbie, che come rigoroso limite alla creazione linguistica. Al tempo stesso, alla corretta ortografia e morfologia 31 Tutto l’articolo di Hendrickson procede istituendo parallelismi, dei quali i più rilevanti sono: tusc., III 37ss.; brut. 261.; de orat. III 150ss. 32 La teoria di Epicuro sulla lingua viene ripresa più ampiamente in V 1028-1090. Sulla posizione di Lucrezio relativamente alla riflessione sulla lingua, cf. Collart 1954, p.268.
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Analogia e anomalia in Marziano Capella

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Presot
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Lucio Cristante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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Parole chiave

analogia
anomalia
artes - veteres
filologia
grammatica
letteratura latina
marziano capella
proportio/usus - natura/consuetudo
tradizione artigrafica tardoantica
varrone

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