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Analogia e anomalia in Marziano Capella

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5 concetto stoico di ανωµαλία viene applicato alla morfologia e si scontra direttamente con il principio opposto dell’αναλογία: la mancata corrispondenza parola/cosa rilevata dalla filosofia del linguaggio si trasforma nell’individuazione di asimmetrie morfologiche interne agli stessi processi di flessione e derivazione. Al principio di regolarità operante nel sistema della lingua teorizzato dai compilatori di Alessandria, applicato come metodo correttivo nell’ambito della raccolta e trasmissione del patrimonio letterario dell’antichità, si viene ora a contrapporre polemicamente il principio dell’irregolarità e dell’innovazione linguistica che, dal suo originale intento di preservazione del testo tràdito, in tutti i suoi caratteri di tipicità – dialetti, licenze poetiche, neologismi, etc. 8 – passa a vero e proprio criterio di analisi della lingua, andando ad influenzare attivamente le morfologia delle principali categorie grammaticali. L’ανωµαλία non è più un puro principio di logica formale, operante come fatto di osservazione relativo alla distonia tra realia e verba, tra σηµαινόµενον e σηµα, ma viene applicato da Cratete alla κλίσις, identificata con entrambi i processi di flessione e di derivazione. Quest’ultima, prima di esclusivo dominio della grammatica alessandrina, si limitava invece all’analisi dei processi flessivi. Se ανωµαλία evidenziava l’inconciliabilità tra parole e cose, con Cratete e gli stoici la grammatica pergamena proclamava invece l’inaequabilitas declinationum, mentre tale mancata corrispondenza era limitata dagli analogisti al momento dell’impositio, e non della declinatio 9 . Ecco allora che, nei casi di lezioni dubbie o corrotte o nelle compilazioni grammaticali in cui figurassero exempla di autori antichi in disaccordo con le forme tradizionalmente previste dalle Τέχναι, la grammatica si divideva tra le due opposte scuole di pensiero: quella alessandrina analogista, propensa alla normalizzazione della lingua nel rispetto dei canoni e delle forme della flessione regolare, e quella stoico-pergamena, anomalista, aperta all’innovazione, in nome della libertà espressiva dell’autore e della costante evoluzione del mezzo espressivo. Concepito come un essere vivente nel tempo e nello spazio, il linguaggio è, secondo questa seconda corrente, variamente e significativamente influenzato dall’usus, che non si presta ad essere fissato entro i limiti della regola generale. 8 Cf. Collart 1954: Les cas de supplétisme(4), les formes defectives ou aberrantes… (p. 141). 9 Con impositio si intende il momento della formazione delle parole (= homo, come nome latino per l’elemento maschile della specie umana), mentre con declinatio il successivo processo di trasformazione morfologica operante nelle lingue flessive (= hominis, homini, hominem…) [cf. passi relativi segnalati da Varrone, qui alle pp. 8ss.].

Anteprima della Tesi di Alice Presot

Anteprima della tesi: Analogia e anomalia in Marziano Capella, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alice Presot Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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