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Il dibattito sull'informazione nella stampa internazionale dopo l'11 settembre 2001

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4 delle Torri Gemelle. Ma le immagini di questa tragedia sono “clamorose ed evidenti solo per la loro assenza”. 11 La televisione ha giocato e gioca quindi un ruolo fondamentale nella raffigurazione della tragedia e costruisce il suo rapporto col pubblico sulla base delle scelte in merito al riportare o meno e in che modo farlo. Simone Cottle, nella sua trattazione, si riferisce al ruolo del medium televisivo in un momento di crisi: “In times of crisis, then, the “public” becomes constituted in the exchange and contestation of different points of view as well as rhetorical appeals and emotion-laden symbols. Courses of political and military action –or inaction- invariably must be defended and publicly legitimated if power-holders are to maintain their grip on the levers of state. Invariably they do this by invoking “the public”. Television is a potent medium in this play of power.” 12 La televisione ha però anche dovuto proseguire nel suo compito e cercare di dare risposte agli interrogativi di un pubblico scioccato ed incredulo, tentando di creare un terreno fertile per la comprensione degli avvenimenti, dedicandosi a quel ruolo di approfondimento che solitamente e tradizionalmente spetta alla stampa. Questo fine avevano i cosiddetti “current affairs programs”, i talk-show, programmi che avevano il compito di aiutare la comprensione dell’evento e la sua metabolizzazione e di cercare di dare soddisfazione alle “voracità informativa” del pubblico. Si possono individuare due momenti nell’ambito della copertura mediatica di una fase post-traumatica, come quella successiva all’11 settembre 2001. La prima è quella dell’emergenza, mentre la seconda è quella dell’approfondimento e della contestualizzazione dell’evento. In questa seconda fase – sostiene Tricoli - mentre le dimensioni della tragedia sono ormai chiare, lo stato d’ansia del pubblico ha raggiunto la fase culminante. A questo punto, al giornalismo spetterà il compito di accompagnare al lavoro di aggiornamento delle notizie un maggiore sforzo di approfondimento, seguendo due direzioni: l’identificazione dei responsabili della tragedia e quella degli sviluppi futuri della situazione esistente. 13 Si apriranno quindi nuovi dibattiti e nuovi temi legati alle nuove prospettive createsi. 11 S.Cottle, Television Agora and Agoraphobia post-september 11, in Journalism after September 11, London, Routledge, 2002, pp.178-196. 12 Trad.: “In tempo di crisi il pubblico si trova in uno stato di scambio e contestazione di diversi punti di vista, così come in richiami retorici e simboli carichi di emozioni. Il corso di azioni, o non-azioni politiche e militari deve essere costantemente difeso e pubblicamente legittimato se i detentori del potere devono mantenere la presa sulle “leve” dello Stato. Costantemente fanno ciò “invocando” il pubblico. La televisione è un potente medium in questo gioco del potere.” (Ibidem, p.179) 13 F.Tricoli, Edizione straordinaria, cit., pp. 295-308.
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Il dibattito sull'informazione nella stampa internazionale dopo l'11 settembre 2001

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Gosti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Marina Milan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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Parole chiave

11 settembre 2001
autocensura
blog
elisa gosti
media arabi
patriottismo

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