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Il dibattito sull'informazione nella stampa internazionale dopo l'11 settembre 2001

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5 1.3 Le immagini dell’11 settembre e il loro impatto sul pubblico Nell’ambito dell’azione di guerra iniziata con gli attacchi dell’11 settembre 2001 l’immagine ha svolto una funzione primaria che mai prima aveva avuto. La stessa prima Guerra del Golfo, che era stata annunciata come la “guerra in diretta”, ci aveva dimostrato la difficoltà di raccontare un conflitto con le immagini. La fotografia, specialmente per quanto riguarda il suo utilizzo associato alla carta stampata, ha aiutato a riempire il vuoto che era venuto a crearsi con la tragedia dell’11 settembre. L’utilizzo dell’immagine ha reso più comprensibile al pubblico l’evento stesso, assicurando al contempo, grazie al fortissimo impatto emotivo, un sostegno alle successive azioni politiche e militari in Afghanistan. 14 L’immagine, la fotografia danno al pubblico l’illusione di avere prove “visibili” degli eventi producendo quindi una maggiore credibilità e fiducia -secondo un certo principio del “seeing is believing”- nelle istituzioni e nei giornalisti. Specialmente nella fase post-trauma la fotografia mantiene un ruolo importante: l’immagine conserva le emozioni, positive o negative che siano, di un momento e ha la facoltà di farle rivivere nel momento in cui la si riosserva, offrendo un mezzo utile per continuare a lavorare sullo shock avvenuto, anche nel momento in cui inizia a manifestarsi il meccanismo della rimozione e dell’incredulità. Barbie Zelizer spiega questo meccanismo per dimostrare la centralità del ruolo della fotografia nella fase post-traumatica: “Photography is well-suited to take individuals and collectives on the journey to a post- traumatic space. The frozen images of the still photographic visual record are a helpful way of mobilizing a collective’s post-traumatic response. They help dislodge people from the initial shock of trauma and coax them into a post traumatic space, offering a vehicle by which they can see and continue to see until the shock and trauma associated with disbelieving can be worked through. Not every person recovers from trauma at the same moment, and photographs allow people to continue looking until they can work through the dissonance caused by trauma”. 15 14 B.Zelizer in Photography, Journalism and Trauma, in Journalism after September 11, cit., pp.48- 66. 15 Trad.: “La fotografia è molto indicata per guidare le persone e la collettività nel viaggio nello spazio post-traumatico. Le immagini congelate dell’immagine fotografica registrata sono un mezzo molto utile per suscitare una reazione post-trauma nel pubblico. Aiutano a spostare le persone dallo shock iniziale e le collocano in uno spazio post-traumatico, offrendo un veicolo con il quale essi vedono e possono continuare a vedere finchè lo shock e il trauma associati allo screditamento possono essere elaborati. Non tutte le persone coprono il trauma nello stesso momento, e le fotografie permettono alle persone di continuare a guardare finchè non possono elaborare la dissonanza causata dal trauma”. (Ibidem, p.49) B.Zelizer, giornalista americana, è Raymond Williams Professor of Communication presso la Anneberg School for Communication, Università della Pennsylvania.
Anteprima della tesi: Il dibattito sull'informazione nella stampa internazionale dopo l'11 settembre 2001, Pagina 8

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Il dibattito sull'informazione nella stampa internazionale dopo l'11 settembre 2001

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Gosti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Marina Milan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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Parole chiave

11 settembre 2001
autocensura
blog
elisa gosti
media arabi
patriottismo

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