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La violenza negli stadi: aspetti psicosociali e preventivi

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4 metà degli anni ’50 nasce quello che è il primo (presunto) club di tifosi dell’inter. L’esempio verrà poi seguito da moltissimi altri tifosi. La pratica più tradizionale della contestazione del pubblico è stata, per tutti questi anni, l’invasione del campo da gioco, che rientrava comunque nei confini della ritualità. Lo stesso vale per la persecuzione agli arbitri. In realtà anche durante gli anni ’30 e ’40 non erano mancate zuffe tra tifosi avversari, ma ogni tipo di violenza veniva circoscritta e non destava preoccupazione sociale. Ma intanto le reazioni del pubblico erano cresciute e si erano manifestate prima con il lancio di cuscinetti ( presenti sulle tribune), poi con quello di bottiglie ed altri oggetti. Malgrado tutto il fenomeno della violenza non destava ancora interesse: lo stadio era visto come il luogo dove dare sfogo a tutte le pulsioni represse in famiglia, un luogo dove tutto era lecito. Per molti tifosi, andare allo stadio la domenica voleva dire occupare l'unico giorno di riposo dal lavoro, ma per altri lo stadio rappresentava un prolungamento della propria identità locale, un luogo dove poter esprimere valori maschili come violenza, aggressività, forza fisica e durezza: un mondo questo precluso alle donne ed hai più deboli. La loro violenza si associava a quella in campo, fino ad esaltare all’estremo la contrapposizione con il nemico da battere, concetto questo che sarà alla base del comportamento ultrà. L'intemperanza degli spettatori in occasione di eventi calcistici non è certo un fenomeno nato con gli ultras, ma accompagna, da sempre, la storia del calcio. Già prima dell'avvento degli ultras era infatti possibile notare, intorno ai campi da calcio, zuffe tra sostenitori di squadre avversarie, così come erano molto frequenti le invasioni di campo, i tentativi di aggressione ad arbitri e giocatori avversari, i lanci di oggetti in campo.

Anteprima della Tesi di Martina Santucci

Anteprima della tesi: La violenza negli stadi: aspetti psicosociali e preventivi, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Martina Santucci Contatta »

Composta da 284 pagine.

 

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