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La violenza negli stadi: aspetti psicosociali e preventivi

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3 Non va infatti dimenticato che le testate giornalistiche in Gran Bretagna, hanno tirature altissime, degne di un pubblico televisivo. Si diffonde così, il “moral panic”, frutto soprattutto di campagne di una stampa popolare gridata, scandalistica, pronta a spettacolarizzare ed amplificare ogni fenomeno. Elemento di interesse è il rapporto sempre più stretto tra teppismo violento e xenofobia che anticipa di almeno 30 anni la situazione europea: e i giovani tifosi sono fieri dell’immagine negativa che si è formata attorno a loro. Solo dopo il primo conflitto mondiale cominciano ad assistere alle partite anche gli appartenenti alle classi più alte: in questo periodo c’è un’immagine più positiva del tifoso inglese che durerà fino alla prima metà degli anni ’50, quando una serie di effetti economici e sociopolitici concorreranno fortemente alla nascita del moderno hooliganismo 3 . Italia: “tifo calcistico” Mentre in Inghilterra, già alla fine del 1800 il calcio era prerogativa dei giovani della classe operaia, nel nostro paese i tifosi erano composti da persone appartenenti ai ceti medi e all’alta borghesia. L’interesse si allarga anche ai lavoratori quando, nel 1910, viene loro concesso un giorno di riposo. E così il pubblico passa dai piccoli gruppi degli anni '10, alle migliaia di persone negli anni '20, alle decine di migliaia negli anni '30 e '40, alle centinaia di migliaia degli anni '50. È in questo periodo che nasce il fenomeno del “tifo calcistico”. Lo stadio diventa il luogo eletto dove manifestare la propria aggressività. Tra gli anni ’40 e ’50 in Italia vengono costruiti la maggior parte degli stadi presenti tutt’ora, anche se buona parte di loro sono stati restaurati per i mondiali del ’90. A 3 Marchi, Ultrà. Le sottoculture giovanili negli stadi d’Europa, Koinè, Roma, 1994.

Anteprima della Tesi di Martina Santucci

Anteprima della tesi: La violenza negli stadi: aspetti psicosociali e preventivi, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Martina Santucci Contatta »

Composta da 284 pagine.

 

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