Analisi semiotica degli spot delle acque minerali

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

13 Nonostante la poca chiarezza 3 sulla qualità di ciò che è contenuto nella bottiglia, i consumatori italiani amano la minerale e ne bevono sempre di più. Secondo gli ultimi dati ISTAT, l'87,2% della popolazione sopra i 14 anni sorseggia acqua minerale, una percentuale in costante aumento (era il 78,6% nel '93). Sono soprattutto le donne, secondo un sondaggio condotto dai Servizi Medici Aziendali (SMA), le più grandi "bevitrici", con un incremento del consumo, negli anni, del 20%. Merito della pubblicità che ha giocato molto sull'acqua che "elimina la cellulite" o evita la ritenzione idrica perché "povera di sodio". E comunque, indipendentemente dal sesso, l'acqua minerale è considerata l'elemento più sano e naturale (80% degli intervistati). Mentre il mercato interno si avvia alla saturazione, crescono le esportazioni, che a fine settembre del 2002 avevano già raggiunto 795 milioni di litri (contro un totale di 750 milioni di litri nel 2001), con un incremento di quasi il 45% e un miliardo di litri esportati in quasi tutti i Paesi del mondo. Mentre dai nostri rubinetti esce un'ottima acqua che a caro prezzo è stata resa potabile, gran parte di noi beve e usa in cucina solo acqua minerale. Praticamente quasi la metà non beve mai dal rubinetto e la spesa media per famiglia raggiunge i 260 euro. 3 Altamore Giuseppe, “Qualcuno vuole darcela a bere”, Fratelli Frilli Editori, p.48- 49

Anteprima della Tesi di Luisa Morelli

Anteprima della tesi: Analisi semiotica degli spot delle acque minerali, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luisa Morelli Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11936 click dal 29/04/2005.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.