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La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative

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8 ricollegato anche a quello di “attualità della notizia” (Trib. Roma, 21 giugno 1967) 4 , in quanto la rilevanza sociale è riscontrabile anche dal fatto che un avvenimento, sia del passato che del presente, abbia comunque una forte attinenza con la vita corrente. È qui che si va a collegare il cosiddetto “diritto all’oblio” (si veda il combinato disposto dell’art. 9, co. I, lett. e) e l’art. 13, co. I, lett. c) entrambi della L. 675/96). Infatti, “non si può, a distanza di anni, riportare all’attenzione della cronaca situazioni ormai dimenticate, dicendo che il fatto presente è simile a quello che si è verificato in passato. In tal modo si lede il diritto alla privacy e si opera al di fuori dell’utilità sociale della notizia” (Biscontini, 2002, 13). Che “la cronaca sia diretta alla moralizzazione della vita sociale, e quindi abbia la funzione di formazione ed indirizzo della coscienza sociale” (Zeno-Zencovich, 1995, 3) è un limite definito a partire già dagli anni ’60 e, nel corso degli anni, più che di modifiche al riguardo, si può parlare di perfezionamenti per la sua attuazione. Premesso che non tutte le notizie sono degne di essere pubblicate e che il limite primo posto all’interesse pubblico è quello della “mera curiosità, la quale non legittima le notizie che oltrepassano la riservatezza e la tutela della personalità” (Rizzo, 2002, 104), un trattamento particolare è stato riservato all’homo publicus. L’orientamento della giurisprudenza degli anni ’60 in materia, secondo cui “la libertà di cronaca sia più ampia, essendo meno impenetrabile la sfera individuale di chi si esponga in pubblico diventando personaggio, perciò è lecito riportare anche fatti della vita privata di quello” (Zeno-Zencovich, 1995, 3), è stato successivamente completato negli anni ’70 e ’80 in sentenze come quella della Cassazione del 27 maggio 1975 n. 2129, in tema di riservatezza, dove si è ritenuto che “l’esigenza di maggiore conoscenza della persona nota non può identificarsi nella morbosa curiosità che parte dal pubblico per le vicende piccanti o scandalose svoltesi nella intimità della casa di una persona assurta a notorietà” (Zeno-Zencovich, 1995, 367). Dunque, è lecito pubblicare notizie sulla vita privata di un personaggio noto in proporzione alla sua notorietà e all’incidenza 4 V. Zeno-Zencovich, 1995, 4

Anteprima della Tesi di Carmela Mariano

Anteprima della tesi: La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative, Pagina 10

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Carmela Mariano Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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